Per inaugurare la mostra del centenario di Vita Trentina, allestita nel foyer del PalaDolomiti di Pinzolo fino al 27 agosto, non poteva mancare la voce di uno dei due direttori “rendeneri” del settimanale diocesano: don Agostino Valentini, 85 anni portati con vivacità e generosità, ha offerto una sua brillante testimonianza del periodo 1989-2000 insieme ad Alberto Folgheraiter, in redazione ai tempi di don Vittorio Cristelli.
“Vita Trentina ha accompagnato la crescita delle nostre comunità e dei nostri paesi per un periodo così lungo e in un modo così originale che merita riascoltarne la storia: racconta anche la nostra”, ha rilevato la vicesindaca di Pinzolo, Monica Bonomini nell’introdurre la serata di giovedì 20 agosto (frequentata da lettori e collaboratori nonostante il tempo inclemente) insieme alla bibliotecaria Carla Maturi che ha evidenziato anche il legame molto stretto fra la nascita di Vita Trentina nel 1926 e la chiusura del quotidiano di Alcide De Gasperi poche settimane prima.
“Non dobbiamo dimenticare però anche i sessant’anni precedenti – è stato l’opportuno rilievo di don Valentini – perchè la “madre” di Vita Trentina è la testata “La voce cattolica” che fu fondata nel 1866 e che rappresentava già un impegno importante dei cattolici trentini nel campo della stampa e della comunicazione sociale”.
Folgheraiter ha documentato l’impegno antifascista del settimanale, soffermandosi poi sul servizio coraggioso di approfondimento, di critica e di proposta che il giornale svolse negli anni travagliati del dopo Concilio. Tra i numerosi ricordi e aneddoti della serata, introdotti dal direttore Diego Andreatta, anche i corrispondenti giudicariesi come il decano Mario Antolini e i fatti che hanno coinvolto la valle Rendena: dalle battaglie contro l’uranio alle visite di Giovanni Paolo II, dall’epopea degli emigrati alle realtà ecclesiali come la comunità “Vite Intrecciate”. Sono intervenuti anche il collaboratore Walter Facchinelli e il parroco di Tione don Celestino Riz, che ha espresso il suo apprezzamento per il contributo di Vita Trentina fin dagli anni in cui era seminarista.
Nella serata è stata ricordata anche la figura di don Carlo Crepaz, il parroco della valle recentemente scomparso, che pure si era impegnato a promuovere Vita Trentina.