Festival Settenovecento, da mercoledì 16 settembre a Rovereto musiche e culture affacciate sul Mediterraneo

Gli otto concerti diffusi tra Villa Lagarina, Trambileno, Ala, Volano, Isera, Rovereto, Brentonico e Calliano hanno della rassegna Settenovecento OFF hanno fatto da anteprima al festival Settenovecento, che da mercoledì 16 a domenica 20 settembre trasformerà Rovereto per cinque giornate un crocevia di musiche e culture affacciate sul Mediterraneo.

Il programma attraversa secoli e linguaggi diversi, componendo un mosaico sonoro che va dal grande repertorio sinfonico e operistico ottocentesco, con pagine ispirate alla Spagna e al mondo iberico, alla scrittura contemporanea per orchestra di fiati, fino al fascino ruvido del contrappunto barocco, evocato dal confronto tra due giganti del Settecento europeo. Non manca la rilettura in chiave mediterranea del repertorio classico-romantico, tra pagine note e riscoperte, capace di restituire un’idea di continente fatta di scambi, rielaborazioni e contaminazioni.

Quasi duecento sono gli artisti che arriveranno a Rovereto, dal compositore spagnolo di colonne sonore Óscar Navarro famoso in tutto il mondo, al giovane talento della direzione d’orchestra Sieva Borzak, dal rinomato ensemble milanese Sentieri selvaggi, il riferimento oggi per la musica contemporanea, ai giovani talentuosi del Doré Quartet. E ancora l’Orchestra Haydn e l’Orchestra Filarmonica Settenovecento, formata dai giovani del progetto Apprendista Musicista, assieme a due realtà locali di livello: la RWO – Rovereto Wind Orchestra e il Coro S. Ilario.

Il fine settimana conclusivo apre le porte a sonorità più rare e identitarie con il Chandrama ensemble e Musica Antiqua Latina: le tradizioni musicali persiane, ottomane e mediorientali dialogano con gli strumenti antichi europei, in un intreccio che racconta secoli di commerci, rotte e incontri tra le due sponde del mare. Accanto a questo sguardo verso Oriente trova spazio la musica contemporanea, con partiture che indagano temi di attualità e memoria, e un progetto che unisce coro, archi e sonorità rock in un ponte ardito tra Sicilia e Dolomiti. Completano il quadro pagine cameristiche di respiro romantico e novecentesco, prima del gran finale affidato alle più amate ouverture del repertorio operistico italiano, da Rossini a Verdi.

In un’ottica di divulgazione culturale, ogni concerto sarà aperto dalle “Storie di cornice”, un breve momento introduttivo curato dallo scrittore e conduttore radiofonico Luca Ciammarughi, pensata per accompagnare il pubblico lungo tutte le tappe della rassegna con un filo coerente e accessibile.

I luoghi del festival saranno il Teatro Zandonai, il MITAG – Museo Storico Italiano della Guerra, il Chiostro dell’Arcivescovile, l’Archivio Storico della Biblioteca Civica “Tartarotti”, Palazzo Piomarta, Palazzo Betta Grillo, Giardino di S. Osvaldo e la Sala Filarmonica. I biglietti, dai 5 ai 10 euro, sono acquistabili online su www.settenovecento.it, dove sono disponibili tutte le informazioni sul festival, oppure prenotabili scrivendo a info@settenovecento.it.

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