“La Giostra”, il nuovo libro di Mattera che parla dei diritti dei bambini, sarà presentato a Levico il 3 ottobre

Sarà presentata a Levico Terme sabato 3 ottobre presso la Sala consiliare del Municipio “La Giostra”, l’ultima intensa opera di Gianfranco Mattera, già apprezzato dai lettori e dalle lettrici San Paolo per “Brutte storie bella gente”. Sarà l’occasione per parlare dei diritti dei bambini, delle loro fragilità, dei diritti spesso negati. L’autore ne parlerà con Elisabetta Cenci, direttrice dell’ufficio per l’Ufficio Età Evolutiva, Genitorialità e Centro per l’infanzia Servizio Politiche Sociali della Provincia di Trento, e con Marilina Ochner, insegnante in pensione che ha una pluriennale esperienza nel campo dell’insegnamento. L’incontro si inserisce nelle iniziative della 12esima Settimana dell’Accoglienza ed è organizzato dalla Biblioteca comunale e dal Comune di Levico Terme.

Al centro del romanzo, una giostra di paese: luogo che nell’immaginario comune è sinonimo di spensieratezza, e che qui diventa altare di confessione e resistenza. Sono i bambini a parlare, in una prima persona di struggente candore, affidando alle attrazioni della giostra – i cavalli, le carrozze, le luci – i traumi e le violenze che il mondo degli adulti non sa, o non vuole, ascoltare. L’unico adulto capace di raccogliere quel dolore è Genesio, il giostraio: un uomo di origine rom che, guardando i piccoli “alla loro altezza”, intreccia la sofferenza sommersa dell’infanzia alla memoria ferita del proprio popolo, fino al ricordo del Porrajmos, lo sterminio nazista dei rom.

Il suo nome richiama l’origine e la rinascita. Genesio è l’adulto che sa guardare i bambini negli occhi, alla loro altezza, intuendo il malessere che si cela dietro i loro sorrisi forzati. In un parallelismo toccante, il giostraio intreccia il trauma dei piccoli con la memoria ferita del suo popolo. È proprio in questo intreccio che risiede la forza del libro: un parallelismo di rara potenza tra due solitudini che si riconoscono, tra il dramma di oggi e la memoria dimenticata di un intero popolo. Mattera dà dignità e voce a chi non ne ha, componendo un’opera che si inserisce a pieno titolo nel solco della migliore tradizione del romanzo civile italiano.

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