Rendere il Trentino un territorio leader per competitività, innovazione tecnologica, attrazione di talenti, qualità della vita, sostenibilità, interpretando in chiave positiva le grandi transizioni contemporanee, dall’energia al digitale e al ricambio generazionale, e soprattutto facendo dell’Autonomia un laboratorio permanente di cambiamento. È questo il macro obiettivo di “Trentino 2040 – Prospettive di sviluppo economico e industriale”, il documento illustrato martedì 4 agosto dal vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli nella Sala Depero del Palazzo della Provincia, alla presenza delle istituzioni nonché dei rappresentanti delle categorie economiche e sindacali che hanno contribuito alla sua elaborazione. Una pianificazione di lungo periodo, che prende avvio da tre decisioni strategiche, di pronta attuazione: attrarre talenti, sostenere la crescita delle imprese e valorizzare il risparmio privato come leva per dare risposta sul tema abitativo, in particolare per i lavoratori.
“Vogliamo governare le trasformazioni in atto, non subirle. Trentino 2040 mira a trasformare l’Autonomia speciale in un’Autonomia tecnologica, integrando innovazione, capitale umano, sostenibilità e principi ESG, ovvero ambiente, società e governance, per promuovere sviluppo produttivo e crescita inclusiva su tutto il territorio – sottolinea il vicepresidente Spinelli –. Le prime azioni riguardano l’attrazione dei talenti, tramite un incentivo commisurato alla tassazione Irpef, il sostegno alla crescita delle imprese attraverso un fondo di equity (alimentato dalla valorizzazione di parte del patrimonio di Trentino Sviluppo, ndr) e il mix casa e risparmio. In quest’ultimo caso si incentiva con premialità Icef la raccolta dai privati cittadini per sostenere il recupero e riqualificazione delle case destinate ai lavoratori, rispondendo anche alle esigenze di manodopera sul territorio”.
Ambiziosi gli obiettivi che il piano individua nell’orizzonte 2040: +40% del PIL provinciale, +30% del valore aggiunto per addetto, 3% del PIL investito in Ricerca e Sviluppo, prevalentemente da investimenti privati, riduzione del divario salariale del 20%, +50% di successo nel passaggio generazionale delle imprese. “Di fronte abbiamo due strade – ragiona Spinelli -. La prima è quell’attesa, che porta al declino. La seconda è più scomoda: significa dire oggi che cosa vogliamo essere tra 15 anni, assumendosi la responsabilità delle scelte. Ecco, questo percorso è Trentino 2040, dove il pubblico promuove e pianifica ma i veri protagonisti dello sviluppo sono cittadini, imprese, parti sociali”.
L’attuazione del Piano sarà accompagnata da una cabina di regia dedicata e da un sistema di monitoraggio basato su indicatori di risultato, con un confronto costante con i territori attraverso i “Valley Roadshow”, incontri territoriali per verificare nel tempo il raggiungimento degli obiettivi strategici individuati.
Per Cgil Cisl e Uil, “il documento presentato oggi è un primo passo, ma manca chiarezza sugli impegni di spesa pubblici e privati. Insomma non c’è alcuna indicazione degli stanziamenti. E senza una previsione di risorse disponibili non si può certo dare concretezza ad uno sviluppo più sostenuto del sistema produttivo trentino né si può dare una vera svolta nelle politiche economiche provinciali”.
I sindacati rilevano però una sottovalutazione di temi centrali nelle misure prospettate dalla Giunta provinciale, in particolare sul welfare e sul fronte dell’energia. “Su casa e politiche di welfare c’è uno schiacciamento sul privato che non può essere la soluzione. La Provincia dimentica il ruolo fondamentale della bilateralità contrattuale, a partire da Laborfonds e Sanifonds. Nel documento non si parla di investimenti pubblici su invecchiamento e salute, ma solo di apertura al sistema assicurativo privato. Questo è grave”.
Infine sull’emergenza energia i sindacati chiedono più coraggio. “Sia per le imprese che per le famiglie l’Autonomia non può limitarsi ad aspettare lo Stato. La soluzione non può essere spostare la produzione sul sabato e la domenica. Abbiamo le risorse e le competenze come Trentino per fare molto di più”.