I bambini lungo i secoli

Nei ritratti di bambini, circa 80, si legge la storia dei mutamenti sociali dal XVI secolo ad oggi

Per la prima volta una mostra è incentrata sulla nascita e l’evoluzione del ritratto infantile dall’inizio del XVI secolo ad oggi in Trentino e in Tirolo. Attraverso una ottantina di quadri ed alcune sculture l’esposizione allestita a Castel Tirolo ripercorre lo sviluppo di questo genere pittorico mettendo in risalto in particolare la ricca varietà iconografica delle raffigurazioni. Infatti, al di là della bellezza delle singole opere, è davvero affascinante cogliere le varie fasi di passaggio dalla cultura della rappresentazione pittorica concepita come unicamente al servizio della nobiltà fino a quella dell’immagine intesa come ricordo e gesto rievocativo dalla borghesia illuminata. Si tratta di un percorso evolutivo che conduce dall’imitazione del mondo degli adulti fino all’interpretazione più naturale dell’infanzia e del modo d’essere tipico dei bambini. I ritratti di bambini riflettono così le sottili sfumature dei mutamenti sociali. Ed è mediante questo immaginario dedicato alla fanciullezza che i visitatori della mostra possono comprendere al meglio il rapporto tra bambini e genitori e cogliere i vari concetti di familiarità, oltre alle speranzose attitudini di queste giovani vite in un contesto di giochi e simbolismi.

Con la mostra “Il sogno della vita che verrà – La ritrattistica infantile dal 1500 a oggi“ e il relativo ricco catalogo il direttore del museo Leo Andergassen e i suoi collaboratori, in particolare lo storico dell’arte Roberto Pancheri, non si limitano a mostrarci che i bambini rappresentano un gradevole soggetto da ritrarre. La fisionomia infantile riflette esperienze vissute in prima persona e i ritratti costituiscono un punto di contatto con le future generazioni.

Cinquecento anni di ritratti infantili presentati nelle ampliate sale espositive nell’antica ala di servizio di Castel Tirolo offrono un viaggio ricco di emozioni attraverso le diversità sociali dei secoli passati. Nelle stazioni audio è possibile ascoltare le osservazioni di due rinomati psicologi infantili che parlano degli stadi evolutivi dell’infanzia e commentano con occhi moderni la tradizione iconografica del passato. In questo modo la mostra acquista un’ulteriore dimensione gettando luce sulla vita interiore dei bambini e contemporaneamente mettendola in mostra visivamente. Per la prima volta lo sguardo di una mostra viene allargato oltre gli aspetti storici ed artistici e viene gettato anche sulle implicazioni psicologiche e sociologiche di una tematica.

Da questa mostra emerge chiaramente come i ritratti infantili sono più che un ricordo dell’atmosfera della propria infanzia. In essi si focalizzano modelli di educazione, aspettative familiari, convenzioni sociali. Particolarmente significativo al riguardo l’autoritratto di Giovanni Battista Lampi Junior con uno dei figli, un olio su tela del 1810 circa conservato al Ferdinandeum. Il pittore regge una cartella da disegno colma di schizzi e bozzetti e accanto a sé strumenti di lavoro, lavoro che è stato interrotto dalla affettuosa irruzione del figlioletto che reclama la sua attenzione afferrandolo per la giacca. Con lo sguardo rivolto all’osservatore Lampi si presenta nella sua duplice veste di pittore e di padre con attorno a lui la concretezza del suo futuro in uno e nell’altro ambito.

“Il sogno della vita che verrà – La ritrattistica infantile dal 1500 a oggi“, Castel Tirolo, fino al 22 novembre, tutti i giorni (chiuso solo il lunedì), dalle 10 alle 17. Info 0473.220221.

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