Impara l’orto…

Una trentina di orti in affitto, una piccola comunità impegnata a coltivarli. “È 'germogliato' un gran bel gruppo”, dice l'agricoltore Armando Ciurletti

Chi passa sulla strada sovrastante può tranquillamente scambiarlo per un unico, grande e colorato orto. Solo addentrandosi tra svettanti girasoli e folte piante di pomodori, si notano i “confini” che delimitano i diversi appezzamenti. Dovevano essere una ventina, inizialmente, nell'idea dell'agricoltore Armando Ciurletti, 55 anni, che ha deciso di convertire parte del suo meleto di via Fersina in orti di cinquanta metri quadrati da affittare. Sono già arrivati a trentaquattro. “Ma ci sono altre richieste e al termine di questa stagione ne aggiungerò altri dieci o quindici. Alcuni dei nuovi spazi, per altro, sono ancora prenotabili”.

Dallo scorso aprile il generoso e fertile terreno alluvionale ha cominciato ad accogliere semi e piantine. Man mano che crescevano è germogliata anche l'amicizia tra chi, con amore e qualche giustificata preoccupazione, se ne prendeva cura. “Il mio primo obiettivo non era certo il profitto (l’affitto annuale costa 350 euro, ndr), ma proprio quello di creare bel un gruppo. Direi che è stato centrato in pieno”, ci tiene a sottolineare Armando. “Ho conosciuto persone simpatiche e disponibili che, tra un lavoro e l'altro, alzano la testa per salutarsi e si fermano a parlare volentieri del più e del meno con chi fino a poco tempo prima non conoscevano”.

Tra un orto e l'altro ci si confronta, si condividono “tecniche” e saperi. Si imparano cose nuove. Si scambiano (e si regalano) volentieri anche i frutti del proprio lavoro. Vuoi assaggiare la mia insalata? A te sono venuti dolci i pomodori? Per favore, basta zucchine. L' “erba del vicino”, anche se è più verde, non si invidia. Anzi. “In tanti erano alle prime armi ma si sono dimostrati da subito curiosi e disponibili ad accettare consigli per migliorare, come in un grande team dove tutti lavorano con entusiasmo per lo stesso obiettivo”, continua Ciurletti.

Si tocca con mano la voglia di tornare alla terra di cui tanto si parla negli ultimi tempi. Di staccare dalla quotidianità, di occupare il poco tempo libero, magari dopo una dura giornata di lavoro, con un'attività che richiede concentrazione e rilassa la mente. E, naturalmente, di raccogliere ciò che si è prodotto, in maniera assolutamente naturale e secondo i ritmi della stagionalità.

L'orto diventa filosofia e se, per dirla con le parole di Gandhi, dimenticare come zappare la terra e curare il terreno significa dimenticare se stessi, ben venga che – in un mondo che fa di tutto per aggirare la fatica e non sopporta l'attesa – l'iniziativa degli orti in affitto abbia attirato anche diversi giovani. Un bel segnale, secondo Armando Ciurletti, che testimonia la voglia di riscoprire le proprie radici.

“Parlando con le persone ho registrato entusiasmo e grande soddisfazione”, conclude. “Molti sono intenzionati a proseguire l'esperienza anche il prossimo anno”. Continuando a lavorare fianco a fianco, come in un unico, grande e colorato orto.

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