Ferragosto si avvicina e le api si preparano per il lungo inverno

In questi mesi ci siamo divertiti, abbiamo imparato molto, da come si costruisce un’arnia a come funziona il processo democratico di un alveare, e possiamo davvero dire di aver prodotto qualcosa. Chissà se con l’arrivo dell’inverno torneremo a comportarsi normalmente o se continueremo a consultare compulsivamente il meteo, a raschiare imperfezioni da tutte le superfici, e ad accumulare libri per riempire la Beebliothek.

Nei prossimi giorni saremo indaffarati con la produzione di etichette. Da quando la vita in ufficio ha ripreso, clienti e collaboratori incuriositi dai nuovi inquilini in giardino, attendono con ansia il primo assaggio. Dobbiamo affrettarci con l’invasettamento e l’etichettatura per poter distribuire confezioni regalo. Ma anche assicurarci che ne rimanga per le nostre colazioni!

vasetto miele
Un vasetto del nostro miele. Non vi viene voglia di assaggiarlo?

Ah, ve la ricordate la regina smarrita? Dopo settimane di suspence, purtroppo non ho buone notizie. Le api operaie non sono riuscite a sostituirla e lentamente la colonia si è indebolita, e la nostra intelligenza collettiva non ha funzionato nell’aiutarle abbastanza.  La vita media di un’ape operaia, nei mesi estivi, è di poco più di un mese. Senza nuove uova, la colonia è quindi destinata a scomparire.

Questo, oltre ad averci rattristato parecchio, ci ha insegnato che in apicoltura il tempismo è fondamentale. Abbiamo ancora tanta strada da fare e sicuramente molto da imparare. Un paio di settimane fa c’era stato uno spiraglio di luce. Durante una pausa pranzo in giardino, abbiamo notato grandissima attività intorno all’arnia. Ci siamo subito armati di tuta e guanti e abbiamo dato un’occhiata all’interno. Ma il nostro entusiasmo è stato subito smorzato. La colonia era stata assalita dalle api delle altre arnie che, avendo fiutato l’affare, stavano facendo razzia del miele rimasto. Breve storia di una colonia nata male e finita peggio.

In apicoltura il tempismo è fondamentale

Ferragosto si avvicina e anche le api sentono profumo di vacanza! Così, mentre le colonie sane si preparano per il lungo inverno, riducendo la covata e facendo scorta di miele, il nostro lavoro, invece, non finisce qui. Le prossime settimane ci vedranno occupati con il conteggio e il trattamento della varroa. Un parassita che si è diffuso anche in Europa occidentale attorno agli anni ottanta, che attacca le larve indebolendole con la trasmissione di virus. Fino ad ora la sua presenza nelle nostre colonie era ridotta, ma è molto imprevedibile e può moltiplicarsi velocemente. Memori degli errori precedenti, forse riusciremo a trattarla in tempo.

Per compensare la brutta notizia, vi regaliamo un momento di intimità della regina dell’arnia top bar. La deposizione delle uova. Prima di deporre un uovo, inserisce la testa nella cella per controllarla e subito dopo l’addome per rilasciare l´uovo. Vi ricordate? Se la cella è grande sarà un uovo di fuco, altrimenti, di ape operaia, e verrà quindi fecondato.

Alle api buoni preparativi, a voi buona estate e alla prossima avventura!

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