“Noi vogliamo veramente la pace e, mentre diciamo di volerla, lavoriamo per unire l’Europa”. Sono le parole scritte sulla targa “svelata” questa mattina alla Buc, la Biblioteca universitaria centrale, dedicata ad Alcide De Gasperi. Per l’occasione è arrivato a Trento il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è stato accolto anche dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, dal sindaco Franco Ianeselli e dal vescovo di Trento Lauro Tisi. Per l’occasione, ha preso la parola anche il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian, che abbiamo intervistato a margine della cerimonia.
Rettore, questa intitolazione che significato ha per l’Università di Trento che ormai è molto radicata nel territorio?
I valori che erano alla base dell’azione politica e dell’etica dell’istituzione di Alcide De Gasperi vorremmo che fossero i nostri valori e sono anche effettivamente i nostri valori: un radicamento territoriale appunto, ma anche un’apertura internazionale. Questo era De Gasperi, questo è anche l’università di Trento. Quindi ci riconosciamo molto nell’esempio credo anche molto attuale di De Gasperi europeista, statista, fautore della pace e dell’apertura alla collaborazione fra le nazioni.
La presenza del presidente della Repubblica cosa aggiunge a questa intitolazione?
Certamente per noi è un grandissimo onore, siamo molto felici che abbia accettato il nostro invito. È il segno della massima istituzione rappresentativa dell’unità nazionale, il capo dello Stato, di come la figura di De Gasperi come noi riteniamo sia molto attuale e possa essere d’ispirazione anche nel 2026 in momenti difficili come quelli in cui ci troviamo.
Significativamente una biblioteca cosa vuol dire per gli studenti e le studentesse di Trento?
Questo è il luogo dove noi abbiamo la nostra cultura, ma è un luogo anche frequentato moltissimo dagli studenti e dalle studentesse. Un luogo dove ci si trova a studiare, dove ci si trova socializzare. È un bellissimo edificio progettato da Renzo Piano, è un luogo iconico per l’Università di Trento, ma soprattutto è un luogo simbolico del pensiero critico, ancora di più legato a De Gasperi che, ricordiamo, lavorò per molti anni alla biblioteca apostolica durante il periodo fascista. Quindi un luogo che è stato presidio di libertà all’epoca per Alcide De Gasperi e speriamo sia un presidio di libertà oggi per noi.
C’è un collegamento valoriale tra De Gasperi e Mattarella?
Sono due figure che hanno sempre avuto un senso altissimo delle istituzioni e dell’etica delle istituzioni. Il legame fra Mattarella e De Gasperi è noto: il padre di Sergio Mattarella è stato ministro insieme a De Gasperi. La cultura di De Gasperi è la cultura di Sergio Mattarella e credo che questo sia un patrimonio per la Repubblica italiana.