Il secondo appuntamento della rassegna “Orizzonti di crisi. Capire il mondo che cambia”, giovedì 26 marzo all’auditorium di Palazzo dei Panni, è con il giornalista Raffaele Oriani che, in dialogo con Andrea Pontini (editore di Inside Over e già ad de ilGiornale.it), parla del suo libro “Gaza, la scorta mediatica: come i media hanno coperto (o nascosto) il conflitto” (People, 2024). L’inizio è alle ore 20.30, l’ingresso libero con prenotazione consigliata (Eventbrite, 0464 516115, biblioteca@comune.arco.tn.it).
Il 7 ottobre 2023 un orrendo massacro sconvolge Israele; da quel giorno, la vendetta israeliana fa strage di palestinesi. I mesi passano, ma l’onda di sangue continua a travolgere case, scuole, ospedali e la vita di civili innocenti. Ma mentre l’opinione pubblica è sempre più atterrita, i grandi organi d’informazione tacciono. Si può essere spettatori al tempo delle stragi? Si può sostenere chi dice di difendersi, quando la difesa diventa sterminio? Raffaele Oriani, storico collaboratore del Venerdì di Repubblica, sceglie di dimettersi per non prendere parte alla “scorta mediatica” che accompagna l’apocalisse di Gaza. La sua scelta, e la lettera con cui l’ha motivata, hanno un’enorme risonanza social: si ha la sensazione che abbiano rotto un muro di omertà. In questo libro Oriani racconta la sua esperienza e mette nero su bianco le tappe di un prolungato silenzio: la libera stampa era chiamata a denunciare un genocidio. Non l’ha fatto. Perché?
Raffaele Oriani (Trieste, 1966) ha vissuto a Monaco, a Roma e a Berlino, in una vita precedente si occupava di letteratura tedesca (traduzioni da Freud, Canetti, Heiner Müller), poi ha lavorato al mensile “Reset” e ora è giornalista di “Io donna”, il femminile del “Corriere della Sera” per cui scrive di storie non sempre a lieto fine dall’Italia e dall’estero.