All’Arcivescovile giovedì 21 maggio uno spettacolo dedicato al giornalista Vittorio Arrigoni

Uno spettacolo di teatro civile per interrogarsi sul presente, sulla guerra e sul significato più profondo dell’essere umani. Andrà in scena giovedì 21 maggio alle 20.30, al teatro dell’Arcivescovile di Trento, “Vittorio Arrigoni a Gaza”, progetto teatrale dedicato alla figura di Vittorio Arrigoni, volontario, blogger e giornalista indipendente ucciso nella Striscia di Gaza il 15 aprile 2011, a soli 36 anni.

Lo spettacolo nasce grazie alla collaborazione tra l’associazione onlus Ora e Veglia, il Liceo Classico G. Prati e l’Istituto Arcivescovile, realtà che hanno scelto di sostenere un’iniziativa culturale dal forte valore educativo e civile.

Al centro della rappresentazione vi è il confronto tra la vita di un adolescente “comune” e quella, straordinaria, di Arrigoni: una scelta narrativa che vuole coinvolgere soprattutto i più giovani, chiamati a riflettere sul coraggio delle proprie scelte e sul tema della responsabilità individuale di fronte alle ingiustizie del mondo.

Ad arricchire la messa in scena saranno le musiche originali di Emanuele Cappa, eseguite dal vivo con oud e chitarra, e i disegni realizzati da Gianluca Foglia (in arte Fogliazza), autore premiato a livello nazionale per il suo impegno civile.

“Restiamo umani”: era questa la frase con cui Arrigoni concludeva le pagine del suo diario durante i giorni dell’operazione Piombo Fuso, nel 2008, quando era l’unico italiano presente nella Striscia di Gaza. Un’espressione diventata oggi simbolo universale di pace e resistenza morale.

“È il racconto di due vite, la mia e la sua – spiega Gianluca Foglia –. Nella mia normalità si rifletteranno molti che non hanno avuto il coraggio di Vittorio. Oggi più che mai abbiamo bisogno di trasmettere ai giovani il valore della non violenza”.

Uno spettacolo intenso e necessario, pensato non solo per ricordare una figura simbolica del giornalismo indipendente e dell’attivismo umanitario, ma anche per invitare la cittadinanza a interrogarsi sul presente e sul futuro delle nuove generazioni.

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