“L’ora grave e decisiva che si presentiva già da settimane, è scoccata lunedì scorso: il governo fascista ha consegnato ai rispettivi ambasciatori la dichiarazione di guerra alla Gran Bretagna e alla Francia”. Vita Trentina apriva così il numero del 13 giugno 1940, in cui dava la notizia dell’entrata in guerra dell’Italia.
“Se noi oggi siamo decisi ad affrontare i rischi ed i sacrifici di una guerra gli è che l’onore, gli interessi, l’avvenire ferreamente lo impongono, poiché un grande popolo è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia!”, le parole pronunciate alle 18 di lunedì 10 giugno dal capo del Governo, Benito Mussolini, il quale diede l’annuncio agli italiani dell’avvenuta dichiarazione di guerra.
La settimana seguente, il nostro settimanale pubblicava l’appello dell’Azione Cattolica Italiana: “In quest’ora grave e solenne in cui la patria nostra chiama a raccolta tutti i suoi figli, gli ascritti all’Azione Cattolica Italiana rispondono a tale appello con quel senso di profondo dovere e di generosa donazione che è frutto della loro formazione cristiana. Per essi i doveri speciali di questo momento si compendiano nel binomio pregare ed operare. Pregare perché Iddio benedica la nostra cara Patria e protegga i figli d’Italia che valorosamente combattono, ed insieme operare con serena fortezza ciascuno al proprio posto, compiendo il dovere assegnato dalle Pubbliche Autorità in spirito di sacrificio e di perfetta disciplina”, scriveva il vescovo di Parma, direttore generale dell’Azione Cattolica, Evasio Colli.