È diventato l’appuntamento immancabile dell’estate di Rovereto: la stagione teatrale “Teatro in Corte in Betta Grillo” torna anche per il 2026 dal 19 giugno al 28 agosto con un cartellone di undici spettacoli dedicati all’Italia che cambia, che ricorda il suo passato, che guarda al futuro e che non smette di sognare.
Anche quest’anno la programmazione, curata da Evoè!Teatro in collaborazione con il Comune di Rovereto, trova spazio in uno dei cortili storici più belli della città. Il giardino di Palazzo Betta Grillo si trasforma in esclusivo palcoscenico per ospitare il meglio del teatro locale e nazionale.
Torna anche quest’anno, dopo il successo del 2025, la collaborazione con la compagnia di danza Premio Ubu Abbondanza/Bertoni, che apre alla dimensione coreutica grazie a tre “Interventi danza”.
PROGRAMMA
La programmazione inizia il 19 giugno con “Stellina Scintillina” di e con Yoko Yamada: uno spettacolo comico che solca l’attualità con intelligente ironia tra interrogativi scomodi: cosa fai quando scopri che la tua scrittrice preferita è transfobica? E quando scopri che il tuo attore preferito molesta i ragazzini? Cosa fai quando scopri che il pittore che ami era un razzista?
Lo spettacolo sarà anticipato dal primo degli “Interventi danza” organizzati in collaborazione con la compagnia Abbondanza/Bertoni, “Figura prima” con Sara Cavalieri, coreografia di Antonella Bertoni (ore 20.30).
Si prosegue il 26 giugno con un grande classico in salsa “giovane”. “Amleto, tutto quello che non so” di e con Matteo Ippolito (produzione Servomuto Teatro – Brescia), spettacolo finalista INBOX 2026, nasce dalla domanda “Come si fa a diventare grandi?”. Da questo quesito si sviluppa la necessità di esplorare l’universo di Amleto fuso con il processo di crescita ed esplorazione di un normale individuo dei giorni nostri.
“Borderline” di e con Lara Gallo (produzione Pilar Ternera – Livorno) è un one-woman show comico, travolgente ed imprevedibile che porta lo spettatore in un’ora di risate liberatorie, pensieri fulminanti e piccoli pugni emotivi nello stomaco. Un monologo serrato che si chiede come trovare un equilibrio tra disavventure sentimentali, nevrosi familiari e corse che sembrano non finire mai (3 luglio).
L’appuntamento di venerdì 10 luglio porterà il pubblico indietro nel tempo, a un fatto di cronaca che unì l’Italia intera e che ancora oggi viene ricordato come uno spartiacque nel mondo del giornalismo di cronaca e del soccorso alla popolazione civile. “Alfredino, l’Italia in fondo a un pozzo” di e con Fabio Banfo e regia di Serena Piazza (produzione Centro teatrale MaMiMò – Reggio Emilia) è lo spettacolo vincitore del Premio Fersen alla Regia 2021, XVI ed. Miglior Spettacolo e miglior drammaturgia Doit Festival di Roma 2017 che racconta la storia di Alfredo rampi, il bambino caduto in pozzo artesiano a Vermicino, vicino Frascati, il 10 giugno 1981. La drammatica vicenda è passata alla storia per i tre giorni di tentativi di salvataggio seguiti in diretta televisiva da milioni di italiani, inaugurando di fatto il genere della “tragedia in diretta”.
Il 17 luglio si va ancora indietro nella storia recente italiana con “La nave dolce”, spettacolo con testo e regia di Daniela Nicosia interpretato da Massimiliano Di Corato (produzione TIb Teatro – Belluno) e tratto dall’omonimo docufilm di Daniele Vicari che racconta l’arrivo della Nave Vlora con a bordo ventimila albanesi, ancora oggi il più grande arrivo di migranti da una sola nave nella storia d’Italia. Quello che successe nel porto di Bari l’8 agosto 1991 fu l’inizio di un nuovo tipo di immigrazione e di due diversi modi di rispondere al mondo che cambia: da una parte il Governo che cercò di chiudere le persone nello stadio cittadino trasformato in carcere, dall’altra la città di Bari che accolse gli ospiti a suon di pasta al forno e focacce.
Lo spettacolo sarà anticipato dal secondo degli “Interventi danza” organizzati in collaborazione con la compagnia Abbondanza/Bertoni, “Contorni” di e con Emily Heather Manica, produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni (ore 20.30).
Compagnia trentina molto nota e amata, AriaTeatro di Pergine porta a Teatro in Corte la fiaba trentina “L’anello magico” con idea, adattamento e regia Giuseppe Amato, con Giuseppe Amato e Chiara Benedetti. Lo spettacolo, proposto in doppia data (24 e 25 luglio), si svolgerà itinerante tra le sale di Palazzo Betta Grillo ed è perfetto per bambini e bambine in cerca di magia e per adulti che vogliono credere nel potere dei racconti. Una giovane donna intraprende un viaggio per cercare tesori preziosi. Guidata da animali magici e misteriosi incantesimi scoprirà la differenza tra il valore economico e la vera ricchezza.
Luglio termina con una riflessione attuale senza peli sulla lingua. “Parlare tra maschi” di e con Gabriele Mattè, produzione Evoè!Teatro (31 luglio) porta in scena tutto ciò che oggi non si dovrebbe essere: un maschio etero cisgender bianco europeo. Partendo da fatti di cronaca e riflessioni personali, lo spettacolo si chiede cosa significa essere maschi oggi, perché in alcuni contesti questo è diventato sinonimo di pericolo e sopraffazione, e come fare a trovare una identità maschile nuova, in equilibrio tra paure, limiti e consenso.
Le calde sere di agosto sono l’accompagnamento perfetto per celebrare uno dei grandi protagonisti della musica italiana. “Buonasera sig. G” dell’Accademia dei Folli di Torino (7 agosto) omaggia Giorgio Gaber, le sue canzoni, il suo modo teatrale di stare sul palco e di raccontare le fragilità e i piccoli vizi dell’umano. In scena Carlo Roncaglia, accompagnato da Max Altieri alle chitarre, Enrico De Lotto al basso e Matteo Pagliardi alla batteria, dà vita a un ritratto di Gaber che, canzone dopo canzone, svela che il Sig. G siamo tutti noi.
Dal cuore della letteratura italiana arriva “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile nella versione di Silvio Barbiero (produzione Mare Alto Teatro, Padova). Dalla raccolta di cinquanta fiabe scritte alla metà del 1600 dal letterato napoletano nasce uno spettacolo poetico e popolare, senza tempo (14 agosto).
“Lottavano così come si gioca” di e con Luca Radaelli del Teatro Invito di Lecco (21 agosto) racconta della contraddizione di crescere negli anni ’70 milanesi, durante gli anni di piombo. Un periodo di nebbia, rotative, attentati, eppure ricordato con una sorridente nostalgia per la passione giovanile e lo slancio per le lotte civili e politiche.
Lo spettacolo sarà anticipato dal terzo e ultimo degli “Interventi danza” organizzati in collaborazione con la compagnia Abbondanza/Bertoni, “Ninfee Outdoor” di e con Lucrezia C. Gabrieli, con musiche di Giacomo Calli, Emanuele Frusi e Luca Giovagnoli, produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni (ore 20.30).
Ultimo appuntamento di Teatro in Corte con “La società dei ribelli” della compagnia Pequod, più recente lavoro della drammaturga e regista Maura Pettorruso che dirige Andrea Bonfanti e Stefano Pietro Detassis in un suggestivo viaggio nel tempo fino alla Parigi del 1871, quando ebbe luogo la prima lotta di classe del proletariato contro governo centrale, esercito e borghesia. La Comune di Parigi fu tra i primi esempi di autogoverno a garantire uguaglianza tra uomini e donne, istruzione, sanità ed equi salari. Un sogno rivoluzionario durato solo 72 giorni, ma abbastanza da lasciare un segno indelebile nella storia.
Ingresso 12 euro, ridotto over 65 10 euro, ridotto under 30 soci Quercus e Distretto Santa Maria 8 euro. Biglietto per portatori di disabilità 10 euro più omaggio per eventuale accompagnatore.