Primo Memorial Navarini, alle caserme delle Viote in tantissimi in ricordo di Simone

Simone Navarini (foto Supernava)

Ha superato le aspettative degli organizzatori la partecipazione al primo Memorial Simone Navarini, promosso per ricordare il giovane docente all’ITT Buonarroti di Trento e presidente della sezione Sat di Ravina, grande punto di riferimento per molti, scomparso a soli 29 anni, nel giugno 2025 sulle Dolomiti del Brenta, mentre praticava la sua grande passione, l’arrampicata. Alle Viote del Monte Bondone sono confluiti oggi (sabato 6 giugno) amici, volontari e realtà del territorio per una giornata di corsa in montagna, di musica e di condivisione nata dalla collaborazione tra la Sat di Ravina, il Gruppo Aurora e molti amici in ricordo di quello che per tutti era – è – semplicemente “Nava”.

Più di 600 gli iscritti, maschi e femmine, alla gara competitiva di corsa in montagna e al raduno non competitivo pensato invece per chi voleva gustare il percorso con andatura più tranquilla. Il tracciato, con partenza e arrivo alle caserme austroungariche, si è sviluppato per circa 11 chilometri e un dislivello positivo di 650 metri , toccando Cima Verde per poi sfiorare appena, senza salire ulteriormente di quota, il Doss d’Abramo e il Cornetto, le tre cime che incorniciano, a sud, la piana delle Viote. E non è mancata anche una gara adatta ai più piccoli, per coinvolgere anche i bambini e vivere insieme lo spirito della montagna.

Ma all’intera giornata hanno partecipato ancora più persone, molte delle quali della comunità di Ravina, ma non solo, perché tanti erano i mondi frequentati da Simone e tanti, tantissimi quanti hanno voluto stringersi intorno alla sua famiglia: a papà Stefano, a mamma Roberta, ai fratelli Andrea e Sara. E’  stata proprio Sara, dopo il canto struggente del Coro Stella del Cornet quale saluto agli amici che ci hanno lasciato, a offrire un ritratto intimo e  vivo del fratello Simone, ricordando i tanti rivoli del suo impegno comunitario, sempre generosamente assicurato. Perché Simone è stato una persona capace di unire tante realtà e tante persone diverse: soci della Sat (c’era, presenza discreta, tra i molti accorsi alle Viote, il presidente Cristian Ferrari), amici, sportivi e appassionati di montagna. E dopo di lei tanti altri hanno voluto aggiungere un tassello al ricordo degli altri, chi al microfono, molti altri approfittando invece dell’Angolo dei ricordi, uno spazio raccolto, sotto una tettoia delle caserme, dove si poteva lasciare un pensiero, un messaggio, condividere un ricordo in un libro oppure attaccare una foto su una apposita bacheca.

Al successo della giornata hanno contribuito  gli oltre cento volontari che si sono messi a disposizione e gli sponsor, che si sono ritrovati nel messaggio di amore per la montagna rilanciato dal ricordo del giovane Simone. “Mi pare che ognuno stia trovando un significato a questa giornata e gli stia dando un significato”, dice a Vita Trentina il fratello Andrea. “Fin da piccoli la nostra famiglia ci ha trasmesso la passione per la montagna e nonostante la montagna ci abbia portato via Simone, nessuno di noi ha mai provato rabbia”, aggiunge Sara. “Cerchiamo sempre di continuare a viverla con passione. Quando andiamo in montagna, sentiamo sempre Simone ancora più vicino”.

 

 

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