Gianluca Tognoni, metereologo

È lo studioso specializzato nello studio e nella previsione dell’andamento del tempo (precipitazioni, temperature, pressione atmosferica). Un lavoro molto utile perché consente di prevenire calamità naturali o incidenti, soprattutto in montagna. Fino a 20 anni fa la professione era svolta solo all’interno dell’Aeronautica Militare, oggi ci sono strutture pubbliche – come meteotrentino – dove operano meteorologi con competenze specifiche (fisici, ingegneri ambientali, geologi…). Compito del meteorologo, con l’aiuto dei computer, è elaborare i dati forniti dai satelliti e saperli interpretare sul territorio. Le previsioni vengono comunicati sulla stampa e in Tv.

Nella parola meteorologia le meteoriti non c’entrano, vero?

No, esatto. Meteorologia è la scienza che studia il tempo, come dice la parola d’origine greca. È una scienza relativamente nuova, sviluppatasi negli ultimi anni grazie a tecnologie sempre più sofisticate. In Trentino l’Ufficio provinciale opera da una quindici anni, il servizio Meteotrentino dal 1997.

Come mai ha cominciato questo lavoro?

Per passione. A questa scelta pensavo fin da ragazzo. Non è un lavoro che si fa per caso. Comporta infatti la volontà di aggiornarsi sempre: non si finisce mai di studiare, è una scienza in continua evoluzione. Ma è un lavoro che mi piace molto e non lo cambierei con altri.

Come riesci a prevedere il tempo?

Utilizziamo dei modelli matematici con cui elaboriamo al computer i dati atmosferici rilevati in ogni parte del mondo da satelliti o radar. Noi dobbiamo poi interpretare questi dati per arrivare a formulare delle previsioni.

Per quanti giorni si può prevedere il tempo?

La previsione a tempi brevi attualmente si può portare a 5 o 6 giorni, in certe condizioni si può arrivare fino a 10 giorni. Oltre non le chiamiamo più previsioni, ma tendenze climatologiche, cioè delle indicazioni di massima.

Vi capita spesso di sbagliare?

Le nostre sono previsioni appunto, le certezze le fa il tempo. Noi cerchiamo di capire quello che ha intenzione di fare il tempo. Non c’è meteorologo che non sbagli. Il grado di affidabilità è cresciuto, perché sono migliorati gli strumenti a disposizione e l’esperienza maturata. Rimane comunque sempre una previsione ed ogni tanto è piacevole vedere che il tempo decide di fare altro rispetto a quanto previsto.

In caso di pericolo dovete avvisare?

Certo, dobbiamo sempre tener controllato il territorio e quando avvertiamo qualche possibile emergenza dobbiamo avvisare le autorità competenti. Come avete visto lo scorso anno parlando con il nivologo, questo si verifica con il rischio valanghe. È un lavoro particolarmente utile che comporta anche qualche rischio.

Come si diventa meteorologi?

In Italia non c’è ancora una laurea specifica – come all’estero – perché fino a vent’anni fa i meteorologi facevano carriera militare all’interno dell’Aeronautica. Adesso operano anche negli enti pubblici e vengono da studi diversi: fisici, ingegneri, geologi.

Lei fa previsione anche all’estero?

Personalmente, mi occupo solo del Trentino ma la meteorologia è una scienza che non ha confini. Dobbiamo sapere quanto succede anche a grande distanza; abbiamo contatti con colleghi di altri Stati per continui scambi di esperienze.

In questo lavoro bisogna essere bravi montanari?

In effetti, il meteorologo lavora soprattutto davanti al computer, ma per il previsore che deve tradurre i dati in un determinato territorio è bene conoscere l’ambiente montano. Io mi
ritengo un meteorologo alpinista, frequento volentieri le nostre cime anche per verificare sul campo le previsioni e conoscere da vicino le situazioni. Dove la scienza non mi permetteva di capire, l’esperienza pratica mi ha aiutato.

Vi aiutate spesso l’uno con l’altro in montagna?

Certo, è fondamentale darsi una mano, collaborare di più per unire le forze e far fronte alla natura che è più grande di noi.

Ci si interessa di più di una volta del vostro lavoro?

Sì, c’è un boom di interesse davvero crescente, anche perché le tecniche di revisione si sono affinate.

intervista a cura della classe I B della scuola media “Bonporti” di Trento

La scheda:

Nome: Gianluca

Cognome: Tognoni

Segni particolari: Opera all’Ufficio Previsioni del Dipartimento Protezione Civile e Tutela del Territorio della PAT

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