Sicurezza sul lavoro, nei primi tre mesi dell’anno 2019 infortuni sul lavoro. I sindacati: “Situazione immobile”

Nei primi tre mesi del 2023 ci sono stati 2019 infortuni sul lavoro, 744 solo a marzo. Sono stati due gli infortuni mortali. “Il numero degli infortuni è rimasto sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente, a dimostrazione del fatto che non si riesce ad incidere con azioni di prevenzione e controllo per ridurre in modo consistente questo gravissimo fenomeno”, spiegano Manuela Faggioni Sella, che per Cgil segue salute e sicurezza, e Giampaolo Mastrogiuseppe, segretario provinciale della Fillea Cgil, in occasione della Giornata per la sicurezza sul lavoro (28 aprile).

I numeri degli infortuni sono stati registrati nell’ultimo rapporto Inail, dal quale emerge anche che il numero più consistente di incidenti sul luogo di lavoro si è verificato nel comparto industriale (364 episodi nel primo trimestre del 2023), seguito da terziario (346 episodi) e dall’artigianato (129 casi).

La preoccupazione, sottolinea Faggioni, è che “anche la prossima variazione di bilancio temiamo non contenga un euro di stanziamento per la salute e la sicurezza sul lavoro, nonostante le nostre richieste”. “La Giunta – denuncia – su questo tema è rimasta sostanzialmente inerte. E anche sui sistemi premiali, sostegni e sgravi fiscali, per incentivare le imprese ad investire in prevenzione l’esecutivo ha fatto molto meno di quanto promesso”.

“A livello nazionale – aggiunge Faggioni – sono stati rafforzati gli organici dell’Ispettorato sul lavoro. In provincia non abbiamo visto nulla di quanto promesso per potenziare il numeri di ispettori per servizio Lavoro e Uopsal. Doveva essere predisposto un bando per nuove assunzioni, ma non abbiamo riscontri precisi su questo tema”.

Il Tavolo di coordinamento provinciale – aggiunge la Cgil – “non è ancora stato convocato quest’anno nonostante in agenda ci fossero questioni significative come l’utilizzo delle risorse provenienti dalle sanzioni alle aziende che non rispettano le norme sulla salute e sicurezza oltre che alla programmazione di nuovi interventi di prevenzione”. “Evidentemente in Piazza Dante, in questo momento, sono impegnati sul altri fronti in vista del 22 ottobre”, commenta Faggioni.

Tra i settori più critici c’è quello dell’edilizia, sottolinea il neo segretario Mastrogiuseppe. “Il comparto edile e il porfido sono settori esposti a forte rischio. Gli infortuni quando avvengono sono anche di particolare gravità. Non ci si può, però, rassegnare a questa situazione – dice -. Servono più controlli nei cantieri, ma non solo. Da sempre come sindacati sosteniamo che all’azione repressiva va abbinata anche l’azione preventiva. Per questo sollecitiamo da tempo l’istituzione delle figure dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali in tutti quei comparti, come porfido ed edilizia, dove ci sono moltissime micro- aziende e non c’è la figura del rappresentante per la sicurezza aziendale. Il cantiere deve essere un luogo trasparente, dotando ogni lavoratori di uno specifico badge per verificarne formazione e controllare i subappalti. Le imprese, però, vedono spesso come fumo negli occhi queste iniziative dimenticando che è proprio un lavoro sinergico di prevenzione che può cambiare le cose, a vantaggio di tutti”.

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