Il fumista Patrizio Tapparelli

Il fumista Patrizio Tapparelli

Il fumista si occupa della progettazione, dei calcoli termo tecnici e della messa in opera di stufe, forni e caminetti. Ne parliamo con Patrizio Tapparelli.

Patrizio, qual è il suo mestiere?

Sono un fumista. Costruisco stufe di vario genere, caminetti, forni, insomma tutto quello che riguarda il riscaldamento all’interno delle case tramite l’utilizzo della legna. Il fumista si occupa della progettazione, dei calcoli che riguardano la trasmittanza del calore e della messa in opera. Una figura a 360° e in costante aggiornamento.

Il suo è un mestiere antico?

È un mestiere molto antico, in Trentino le prime tracce si hanno verso il 1300-1400, ma possiamo tranquillamente parlare di una tradizione millenaria che affonda le sue radici ancora prima della nascita di Cristo: la civiltà, d’altra parte, si è sviluppata attorno al fuoco.

Perché ha scelto questa professione?

Sono diventato fumista perché lo faceva mio papà, è un lavoro di famiglia. Già quando avevo la vostra età e andavo alle elementari, d’estate lo seguivo per aiutarlo. Poi il lavoro mi è piaciuto e ho deciso di continuare una volta terminate le superiori.

Esiste un percorso di studi per diventare fumista?

Ad oggi in Italia non c’è una scuola specifica. In questo momento però, assieme ad altri colleghi, sto partecipando a un corso iniziato tre anni fa e che finirà verso la fine di maggio, al termine del quale ci diplomeremo come “maestri fumisti” e potremo insegnare il nostro lavoro.

Ha mai lavorato all’estero?

No, ma mi è capitato di andare spesso fuori provincia. Le stufe infatti sono nate nell’arco alpino, dove c’è più bisogno di scaldarsi, dalla Slovenia fino alla Svizzera. Essendo molto efficaci, però, si sono poi propagate anche nelle zone limitrofe, quindi Veneto, Lombardia, Liguria. Ma mi è capitato di fare dei lavori anche in Puglia…

Si è sempre chiamato così il fumista? Da dove deriva questo nome?

I primi nomi per indicare quelli che facevano questo lavoro erano bocalaro, pignataro, scodelaro, vasaio: lavoravano l’argilla e creavano le olle, queste formelle o “pignate” in terracotta dalle quali le stufe prendono il nome, modellandole al tornio come fa appunto un vasaio. Il fumista, come termine, li racchiude un po’tutti.

Che strumenti usa e come si veste un fumista?

Sostanzialmente, quando si fa la posa in opera gli attrezzi sono quelli del muratore. In fase di progettazione, invece, è un piccolo ingegnere o architetto. Sul cantiere, ci sono precise normative di sicurezza da seguire: guanti, pantaloni da lavoro, scarpe anti infortunistiche con le punte in ferro. Non tutti lo usano ma per me un indumento importantissimo è il grembiule, non certo per mantenere puliti i vestiti sotto ma per avere uno straccio per potersi asciugare le mani che sono sempre umide.

Patrizio Tapparelli intervistato dalla classe V C delle scuole elementari Sanzio di Trento – 4/2018

Quanti fumisti ci sono in Trentino?

Siamo una sessantina. Tra questi, come dicevo prima, siamo stati selezionati in dieci e saremo i prossimi “maestri fumisti”.

Come è cambiato il suo mestiere negli anni?

Con l’avvento della tecnologia molte delle cose che prima venivano fatte a mano ora sono fatte in maniera industriale: l’installazione e la posa però rimangono un lavoro del tutto artigianale. Al di là di questo però, penso l’artigiano non debba perdere di vista l’importanza di “fare cultura” attorno al prodotto che realizza, trasmettendo passione e conoscenze non solo tecniche, che si portano avanti da generazioni.

Come si costruiscono le stufe a olle?

Vengono costruite utilizzando vari materiali, le mattonelle per il rivestimento esterno, ovvero quello che vedo, e i materiali refrattari per la parte interna, che accumulano il calore per riscaldare le nostre case. La base di tutto è sempre l’argilla.

Quanto pesano?

Si parte dai 500/600 chili. Tenete conto che una stufa più è pesante, più riscalda e più mantiene il caldo.

Ma come si fa a montarle?

Quasi sempre sono create sul posto. Si arriva con i mattoni e poi l’assemblaggio viene fatto in casa. Ci si impiega circa una settimana.

Che differenza c’è tra stufa e caminetto?

La stufa riscalda molto meglio, proprio per la sua caratteristica di riuscire ad accumulare il calore del fumo che nel caminetto viene invece disperso nella canna fumaria. All’interno della stufa, infatti, ci sono i cosiddetti “giri di fumo”, dei cunicoli dove il calore passa e viene assorbito dal refrattario che poi lo cede gradualmente all’ambiente. Scaldarsi risparmiando legna: la stufa nasce proprio da questo concetto. Poi, con il passare dei secoli, questi manufatti – e in Trentino ne abbiamo numerose testimonianze – sono diventati anche un simbolo di ricchezza e prestigio.

intervista a cura della classe V C delle scuole elementari Sanzio di Trento


Nome: Patrizio

Cognome: Tapparelli

Professione: Fumista

Segni particolari: Nel suo laboratorio a Lamar di Gardolo si trova un piccolo museo aperto al pubblico che custodisce una cinquantina di vecchie stufe a olle. Assieme a Pietro Marsilli ha scritto un libro sulla manifattura Bormiolli, storico produttore trentino

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