Nursing Up Trentino: “Oltre 280 sanitari in quarantena. Tempo di prendersi cura di chi cura”

Ai 200 sanitari “no vax” se ne aggiungono 280 in quarantena perché positivi, la denuncia del sindacato Nursing Up Trento

“Oltre agli attuali 200 dipendenti sanitari e addetti all’assistenza sospesi in azienda sanitaria perché non vaccinati (ci cui 100 infermieri), ora se ne aggiungono ora altri 280 a casa in quarantena perché risultati positivi”. Questa la denuncia di Cesare Hoffer, coordinatore di Nursing Up Trentino, che ieri, lunedì 10 gennaio, ha incontrato il direttore dell’Apss Antonio Ferro e la direttrice del Dipartimento di risorse umane, la dottoressa Morandini.

“La situazione emersa nella nostra Apss è grave – sottolinea Hoffer – nella nostra PA Trento il tasso di posti occupati nelle terapie intensive è il 29% (75% no vax), il dato più alto d’Italia, nelle altre regioni la Calabria (al 18%), Emilia Romagna (17%), Friuli Venezia Giulia (21%), Lazio (21%), Liguria (21%), Lombardia (16%), Umbria (15%), Veneto (21%)”.

Inutile dire che la mole di attività, aumentata con le vaccinazioni, grava su un personale sanitario messo fortemente sotto pressione (qui articolo), “con la conseguenza – spiega Hoffer – di un sempre maggior abbandono della professione o migrazione verso istituti privati e/o stati esteri, che concedono maggiori riconoscimenti economici e di carriera”.

“A fronte di tutto ciò abbiamo chiesto l’attivazione di un tavolo aziendale – spiega il coordinatore di Nursing Up Trentino – con la presenza anche di rappresentanti politici, per individuare tutti gli interventi per attrarre nuovo personale, evitando nel contempo che quello presente in servizio si licenzi, cosa che purtroppo sta accadendo sempre più frequentemente”.

Il sindacato chiede di “migliorare le condizioni di lavoro, garantire punti di ascolto e maggior supporto psicologico agli operatori, attivare immediatamente i tavoli sindacali per garantire celeri riconoscimenti economici come l’erogazione di indennità specifiche, delle fasce economiche ed incentivi per il personale coinvolto nell’emergenza Covid, sviluppare una politica di benefit per attrarre professionalità da altre regioni (appartamenti, asili nido), potenziare il parco macchine aziendale, assumere personale con incarichi lunghi o possibilmente a tempo indeterminato, concedere part-time al personale in particolare situazione di difficoltà”.

Nursing Up Trentino sottolinea che ora è tempo di agire, perché è “a rischio la salute di operatori, ormai sfiniti ed in numero sempre più esiguo non sono più un grado di mantenere una qualità di cura elevata nei confronti dei cittadini, perché ormai sono loro stessi che si ammalano sempre di più ed abbisognano di essere supportati, vista anche l’impossibilità di conciliare vita familiare e lavorativa per i continui richiami in servizio”.

“E’ ora e tempo di prendersi cura di chi cura!”, conclude Hoffer. “Ansia, burnout e depressione colpiscono in particolare il personale infermieristico, che è di fatto quello più esposto, gli effetti di questo stress post traumatico dovrebbero essere riconosciuto come malattia professionale”.

 

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