Pasqua si avvicina e un italiano su quattro torna a viaggiare. Barbacovi: “Le strutture agrituristiche del Trentino Alto Adige al lavoro per l’accoglienza”

A Pasqua si torna a viaggiare. Barbacovi: “Le strutture agrituristiche sono già al lavoro per l’accoglienza”

Pasqua si avvicina e quasi un italiano su quattro (23%), secondo un’analisi di Coldiretti/Ixe’, ha scelto di mettersi in viaggio per una vacanza che, nella maggior parte dei casi, si potrebbe definire “di prossimità”. Anche in Trentino. “Le strutture agrituristiche del Trentino Alto Adige – afferma il presidente regionale di Coldiretti Gianluca Barbacovi – sono già al lavoro sia per l’accoglienza degli ospiti che per quella di chi vuole trascorrere una giornata in campagna e in montagna, magari approfittando della cucina dei cuochi contadini e della gastronomia tradizionale”.

La qualità più apprezzata, per l’ospite, è “la cucina a chilometro zero“. Però “a far scegliere l’agriturismo è anche la spinta verso un turismo di prossimità – aggiunge Barbacovi -, con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne e nelle valli trentine e altoatesine che ha portato le strutture ad incrementare anche l’offerta di attività con servizi adatti a tutti: dagli amanti della montagna a chi cerca un po’ di relax, dagli sportivi alle famiglie. L’Italia è leader mondiale nel turismo rurale e può contare su 253mila posti letto e quasi 442mila posti a tavola negli agriturismi presenti lungo tutta la Penisola dove si è verificata negli anni una profonda qualificazione dell’offerta”.

L’analisi di Coldiretti/Ixe’, diffusa in occasione della Borsa Internazionale del Turismo a Milano, evidenzia un ritorno dei turisti pasquali nel 2022 dopo due anni di “fermo” dovuto ai lockdown e alle misure di restrizione legate all’emergenza Covid, che avevano di fatto quasi azzerato le presenze in alberghi e agriturismi. Non si è ancora tornati ai livelli pre-pandemia, ma, come rileva Coldiretti, “la Pasqua rappresenta il primo banco di prova della ripresa del turismo in Italia”.

La meta preferita, considerate le tensioni internazionali legate alla guerra in Ucraina, resta l’Italia: il 95% degli italiani ha scelto di rimanere nei confini nazionali, uno su tre addirittura all’interno della propria regione. Solo una piccola minoranza viaggerà in Europa, pochissimi si spingeranno oltre, tra America, Asia e Oceania. Segnali di ripresa arrivano anche dal turismo straniero, un comparto strategico per il settore, che i due anni di pandemia hanno gravemente penalizzato.

Gli agriturismi nel 2021 hanno perso il 27% delle presenze rispetto al 2019, pre-pandemia, soprattutto per effetto del crollo degli stranieri (e in parte anche degli italiani), secondo un’analisi portata avanti da Terranostra e Coldiretti.

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