È stato presentato dall’Università di Trento il progetto del nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione al polo universitario di Rovereto, che prevederà 80 posti all’anno a partire dall’anno accademico 2027/28.
Con questo tassello si integra l’offerta formativa dell’Ateneo a Rovereto e si completa il progetto di un polo dell’innovazione nell’istruzione. Per investire nella formazione di nuove leve di insegnanti, che potranno prendersi cura delle nuove generazioni di alunni e alunne con passione, ma anche con metodi didattici più efficaci, al passo con le migliori esperienze internazionali e in stretta connessione con il territorio.
Il nuovo corso di laurea integra e completa il percorso di formazione erogato dall’Università di Trento, già attiva nei percorsi abilitanti per la formazione iniziale degli insegnanti della scuola secondaria di I e II grado e nel percorso di specializzazione sul sostegno. Si realizza così il progetto di una filiera completa della formazione che va dalla scuola dell’infanzia al dottorato.
La struttura del corso a ciclo unico è, per sua natura, in gran parte formalizzata a livello nazionale. Tuttavia l’Ateneo ha previsto nella proposta elementi innovativi, ispirati alle migliori esperienze europee, che rendono il corso di laurea unico nel suo genere nell’offerta formativa nazionale. Il progetto è stato presentato in una conferenza stampa che si è tenuta nel pomeriggio di venerdì 10 aprile a Rovereto a Palazzo Fedrigotti.
«Il nuovo corso di laurea magistrale – ha spiegato Anna Serbati, pedagogista del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive – avrà durata quinquennale perché si tratta di un corso a ciclo unico disciplinato a livello nazionale. Sarà un percorso direttamente abilitante per l’insegnamento con indirizzo per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria».
Ultimata la lunga fase di analisi, di confronto e di stesura del progetto, la proposta sarà formalizzata dagli organi dell’Ateneo e si avvierà nei prossimi mesi l’iter di accreditamento ministeriale. Gianluca Esposito, direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive, ha infine inquadrato la novità nella storia del polo di Rovereto: «Dopo la fondazione, nei primi anni Duemila, del Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione, oggi finalmente si realizza una filiera completa della formazione». Inoltre ha indicato il progetto del nuovo corso di laurea a Rovereto come «non solo un ampliamento dell’offerta formativa, ma una scelta chiara: vedere l’educazione in maniera moderna, innovativa e supportata dalle evidenze empiriche che vengono da scienze cognitive, psicologia e neuroscienze».
«Un progetto che crea un percorso per i giovani, che ripone l’accento sul tema dell’abitare sul quale intendiamo investire anche con l’Università di Trento. Dobbiamo, infatti, ragionare sull’espansione e sulla ramificazione dell’università, comprendente l’area dell’ex Manifattura Tabacchi che sta diventando un polo universitario sempre più importante». Così il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli che ha quindi ricordato gli investimenti della Provincia a Rovereto nella meccatronica, manifattura, scienze della vita, istituti scolastici e nelle infrastrutture viarie.
Sulla didattica delle materie Stem il nuovo corso di laurea punta a una forte integrazione con le conoscenze disciplinari, che saranno articolate a seconda del grado di istruzione. Accanto alle competenze linguistico-letterarie UniTrento intende sviluppare un focus particolare sulla didattica delle materie di area scientifico-tecnologica sfruttando l’esperienza maturata nei vari dipartimenti dell’Ateneo.
Il percorso formativo dei futuri insegnanti è visto come un processo partecipativo, in cui l’università dialoga in modo stretto con la scuola e ascolta le esigenze delle comunità. Per questo il disegno del nuovo corso di laurea punta fin da subito a incentivare una forte collaborazione. Nel piano di studio sono ben 600 le ore di tirocinio previste nelle strutture scolastiche, già a partire dal secondo anno, cioè nell’anno accademico 2028/29. Il tirocinio, strutturato e progressivo, sarà accompagnato dall’inserimento della figura dei tutor scolastici.