La SAT, nell’ambito delle iniziative del Trento Film Festival, ospita la mostra “KARAKORUM FRAMES. Un viaggio nel Ghiacciaio del Baltoro”, nata dall’incontro tra la fotografia di Ettore Zorzini e la pittura di Gloria Rech. Un racconto per immagini del ghiacciaio del Baltoro, in Pakistan, tra i luoghi simbolo dell’alta montagna e una delle regioni più estreme del pianeta.
Le immagini, realizzate durante tre spedizioni nel Karakorum di Ettore Zorzini, accompagnano lo spettatore lungo un percorso che dalla dimensione del ghiacciaio conduce verso le grandi montagne che ne segnano l’orizzonte, restituendo la misura, la complessità e il senso di questi ambienti. “È un racconto che nasce dall’esperienza diretta, dal cammino e dalla permanenza in quota – racconta Zorzini – e che invita a guardare la montagna non solo come spazio da attraversare, ma come ambiente da comprendere, rispettare e custodire. La fotografia è restituire a chi guarda l’emozione dello scatto: un’emozione che dura il tempo di quell’istante e che ritorna negli occhi di chi osserva l’immagine”.
Sei le fotografie di narrazione; per ciascuna, tre oli su tela di Rech che isolano dettagli e ne amplificano la lettura, trasformando l’immagine in riflessione. “Ogni foto è stata un’ispirazione – dice Rech – a catturarmi un particolare, il senso di grandezza e allo stesso tempo di solitudine che solo i grandi spazi della montagna sanno trasmettere. È lì che nasce la pittura: nel tentativo di fermare ciò che cambia, di trattenere una luce, una materia, una presenza che il ghiaccio conserva e allo stesso tempo l’acqua perde. Dipingere per me è rallentare lo sguardo, entrare in relazione con questi paesaggi e restituirne la fragilità, prima ancora che scompaia”.
Il dialogo tra fotografia e pittura apre così a una doppia lettura: da un lato la testimonianza del reale, dall’altro un tempo più lento, capace di soffermarsi sui particolari e restituire la fragilità e la forza del paesaggio glaciale. Quella di Gloria Rech è una pittura che nasce da un legame profondo con la montagna e con l’inverno. Nata a Rovereto nel 1988 e attiva sull’Alpe Cimbra, sviluppa un percorso artistico autodidatta che nel tempo si è concentrato sui temi ambientali. Nei suoi lavori il ghiaccio, i paesaggi innevati e gli ambienti fragili diventano spazio di riflessione sul cambiamento climatico e sull’equilibrio degli ecosistemi, trasformando l’esperienza del paesaggio in una narrazione visiva insieme intima e consapevole.

Lo sguardo di Ettore Zorzini, fotografo e videomaker professionista, nasce dall’esperienza diretta. Cresciuto in montagna, affianca alla pratica di sci, freeride, arrampicata e alpinismo una ricerca visiva sviluppata in ambito outdoor. Ha seguito diverse spedizioni alpinistiche in Europa ed è stato coinvolto come fotografo in diverse spedizioni in Pakistan, nel ghiacciaio del Baltoro. Le immagini esposte prendono forma proprio da questo percorso e restituiscono un racconto autentico delle grandi montagne, costruito sul campo. I due artisti insieme danno vita a una mostra che unisce linguaggi diversi, costruendo un dialogo tra fotografia e pittura e offrendo al pubblico una lettura stratificata del paesaggio glaciale.
La mostra (ingresso libero) sarà visitabile dal 27 aprile al 15 maggio con i seguenti orari:
dal lunedì al giovedì 9.00 – 13.00 e 14.30 – 18.00
venerdì 9.00 – 13.00
chiusa sabato e domenica