Dal 7 al 10 maggio a Rovereto torna Il Canto della Terra | Song of the Earth, il festival, organizzato da Tra le Rocce e il cielo, che intreccia sostenibilità ambientale, crisi climatica e pratiche quotidiane, costruendo un dialogo concreto tra scienza, arte e impegno civile.
Al centro dell’edizione 2026, che si intitola La stazione del cibo, c’è il tema del cibo come chiave di lettura del mondo contemporaneo, inteso come pratica culturale, relazione sociale e gesto politico. Attraverso laboratori scientifici e artistici per adulti e bambini, incontri, degustazioni, musica, giochi, momenti conviviali e un mercato contadino, il festival esplora il legame tra produzione, consumo e sostenibilità, mettendo in dialogo saperi scientifici e conoscenze quotidiane.
Giovedì 7 maggio l’apertura è affidata allo sguardo fotografico di Marco Angheben con la mostra I custodi del bosco, ospitata alla Libreria Giunti, un racconto intenso che restituisce la presenza silenziosa e potente degli elementi naturali, tra fragilità e resistenza. Nello stesso pomeriggio e nelle giornate successive, l’Oratorio Rosmini diventa il cuore pulsante del festival, accogliendo attività che intrecciano educazione, ricerca e partecipazione.
Il dialogo sulla sostenibilità attraversa le pratiche agricole con Coltivare il futuro, dialoghi su una viticoltura sostenibile a cura di Lumen Slow Journalism, che mette a confronto l’esperienza di Simone Benetti (Fondazione Famiglia Materna), Marco Grigolli e Marco Bezzi del Consorzio Vignaioli del Trentino sul tema della viticoltura sostenibile il 7 maggio alle 18. Allo stesso modo, il rapporto tra cibo e trasformazioni sociali emerge nel talk Il gusto dell’incontro. Prodotti Locali, migrazioni e nuove culture del cibo nel Trentino che cambia moderato da Viola Ducati, con gli interventi di Amerigo Ambrosi e Gaia Maronilli, insieme alle esperienze dei biodistretti trentini e di ATAS, restituendo uno spaccato vivo di un territorio in evoluzione l’8 maggio alle 18.
All’interno del festival prende forma sabato pomeriggio all’oratorio La Piazza dei Saperi e dei Sapori, uno spazio vivo e informale curato da Michela Luise in cui il pubblico può entrare in contatto diretto con il territorio attraverso chi lo coltiva, lo studia e lo trasforma. Qui l’esperienza passa dall’ascolto alla pratica: dallo Sportello Ortista, dove Romana del Vivaio Zaffoni condivide consigli concreti per la cura degli orti domestici, al laboratorio Strano ma vero! dell’Associazione NetTARE, che accompagna alla scoperta dei cicli produttivi e della stagionalità in modo accessibile e coinvolgente.