“Quando ascoltiamo cantare un coro alpino, ci sentiamo tutti più giovani. Sono un elisir di lunga vita, oltre ad esprimere un senso forte di comunità”. È la confidenza di Ferruccio de Bortoli, già direttore del Corriere della Sera, ospite d’onore della cerimonia commemorativa del centenario della coralità alpina, questo pomeriggio al Castello del Buonconsiglio di Trento. Proprio in una sala del Castello, il 25 maggio 1926, un gruppetto di giovani animata da Nino Peterlongo, storico presidente del Coro della Sosat, eseguì le prime canzoni dietro ad un paravento.
“Fa pensare che il primo concerto sia segnato da un velo, quasi un senso di vergogna a farsi vedere dal pubblico – ha osservato il presidente della SAT Cristian Ferrari – ma nel tempo i cori hanno saputo arrivare in tutto il mondo, dove i nostri emigrati per primi attendono le loro canzoni in cui si riconoscono”.
La cerimonia, aperta dai saluti dell’assessora provinciale alla cultura Francesca Gerosa, che ha definito i cori “colonna sonora della nostra terra” e del sindaco Ianeselli che ha evidenziato la valenza sociale e comunitaria del “fare coro”, ha lasciato spazio ai due cori che questa sera si esibiscono insieme all’Auditorium Santa Chiara. Andrea Zanotti, Presidente del Coro della SOSAT, ha auspicato che “le giovani generazioni, come anelli di cui s’intesse la collana preziosa di questa tradizione orale, possano a loro volta saldarsi alle precedenti, dando così continuità ad un cammino, sin qui, luminoso”. Un richiamo alla figura del fondatore Nino Peterlongo e dei primi coristi, i fratelli Pedrotti, è venuto da Claudio Pedrotti, attuale presidente del Coro della SAT.
Per la Federazione dei Cori del Trentino, che raggruppa duecento formazioni e oltre 6000 voci, il presidente Paolo Bergamo ha dato l’appuntamento ad un altro evento del centenario, sabato 6 giugno in piazza Duomo. Manlio Pellizzon, Vicepresidente generale del CAI e delegato alla coralità: “Il CAI ha voluto dedicare al loro centenario il bollino del tesseramento 2026, proprio per lasciare una traccia di quanto questa testimonianza di tradizione sia parte essenziale della nostra identità, Gianluigi Montresor ha infine presentato il libro “Cordate vocali. Alle radici del nostro cantare” che raccoglie con molte voci trentini l’evoluzione della coralità alpina in Italia. Un particolare curioso: oggi la maggioranza dei cori è a voce misti, maschili e anche femminili.