Sommano 700mila followers in tre Davide Zambelli, Aura Zanghellini e Luca Lazzeri. O, meglio, @davide_zamby, @auragain e @lucaa.baz, perché è così che i tre giovani si fanno chiamare su Instagram, oggi forse il principe dei social network, almeno per chi ha meno di 40 anni.
Il primo fa il cuoco e il food blogger, la seconda è una naturalista avventuriera, il terzo è un corista appassionato di canti tradizionali.
Tre mondi diversissimi, che declinano in rete con un elemento in comune: le montagne trentine. Ed è proprio questo aspetto, grande protagonista dei loro contenuti social, che lunedì 27 aprile li ha fatti incontrare al Parco dei mestieri della montagna di piazza Fiera, a Trento, base del T4Future del Trento Film Festival.
“Mi è bastato guardarmi attorno per capire che nei miei contenuti avrei dovuto valorizzare la montagna, abitando in questo piccolo paesino della Val di Sole. Mostrare il posto in cui sto, cucinando nel prato di casa davanti a una vista pazzesca, oppure nei boschi, vicino al punto fuoco, ho pensato potesse essere un modo spontaneo di contraddistinguermi”, rivela Zambelli. È anco
Negli ultimi tempi la comunicazione si è spesso focalizzata sull’aspetto estetico, con laghetti incantati, vallate meravigliose, panorami mozzafiato, ma sono dell’idea che ci sia molto di più, e a modo mio cerco di raccontare altri aspetti del territorio, ambientali, naturalistici, culturali”.
Era più difficile immaginare in un altro contesto i contenuti social di Aura Zanghellini, che oltre al suo profilo è protagonista assieme al padre Sandro della pagina @siamohabitat: “La mia sfida è raccontare il nostro territorio, l’ambiente naturale, allontanandomi dai cliché legati alla montagna.

Una passione intergenerazionale è alla base anche dell’attività social di Luca Lazzeri Zanoni, che si è avvicinato al mondo della coralità da piccolo, sulle orme del padre, da sempre nel Coro Genzianella di Roncogno. “Il canto popolare racconta il Trentino, le sue montagne, i suoi miti, le leggende, i paesaggi, le bellezze del nostro territorio e anche un po’ le tradizioni”, ha spiegato il corista, che ha raggiunto la popolarità in tutta Italia quando con il video de “La Valsugana” ha raggiunto milioni di visualizzazioni, con numeri che fanno invidia ai grandi “influencer”.
Per Davide, Aura e Luca però, questo termine, che non sempre ha una connotazione positiva, non è sicuramente il più indicato. “L’idea di influenzare chi mi guarda mi dà una sensazione strana. Non mi sento un insegnante, non devo istruire un pubblico”, spiega Zambelli. “Dovremmo trovare un altro termine, magari in dialetto trentino”, scherza Lazzeri Zanoni, ma il succo è che, a differenza di chi usa i social per monetizzare, come riassume Zanghellini, “dietro a quello che facciamo ci sia della consapevolezza e, magari, anche un po’ di fantasia e di creatività”.
Ingredienti di cui i tre comunicatori si nutrono fin da molto piccoli, con l’obiettivo di trasmettere a tutti le proprie passioni. Zambelli racconta di quando da bambino si costruì uno studio televisivo casalingo, Aura Zanghellini di come, all’inizio, non abbia fatto altro che portare in video i racconti che papà Sandro riservava solo a lei durante le gite in montagna, Lazzeri Zanoni della compagnia teatrale amatoriale che mise in piedi da ragazzo con alcuni amici.
Predestinati insomma, ma anche caricati di una responsabilità, nel dover parlare a centinaia di migliaia di persone?
“Ci penso fin troppo. Forse quella di creare qualcosa di superfluo o di superficiale è la paura più grande che ho. Quindi personalmente cerco sempre di fare il meglio che posso”, considera la naturalista. “Dopodiché ogni tanto bisogna buttarsi e fregarsene delle critiche”, aggiunge il corista.
E pure di numeri e algoritmi, che governano il web e alimentano le visualizzazioni. Perché “la sfida più grande – confessa Zambelli – è quella di non snaturarmi per seguire i trend dei social. Quando monto i miei video voglio che si vedano le mie peculiarità, le mie caratteristiche”. Perché alla fine a vincere è la spontaneità: che sia cantando La Valsugana, tuffandosi in un lago ghiacciato per recuperare una plastica o cucinando uno strudel, oppure incontrando il pubblico dal vivo, nel Parco dei Mestieri, e intonando “Quel mazzolin di fiori”, i nostri “comunicatori di montagna” sanno come arrivare ai follower, sia virtuali che in carne ed ossa.