Sarà inaugurata venerdì 26 giugno alle 18 negli spazi dell’Atelier Benigni degli editori di via Belenzani 51, a Trento, la mostra “Heimat”, che fino al prossimo 3 settembre esporrà le opere di Rosanna Cavallini. Curata da Fiorenzo Degasperi, che sarà presente assieme all’autrice all’inaugurazione per un breve momento di presentazione, l’esposizione raccoglie una serie di lavori incentrati sul concetto di “identità”, di “casa”, su cui l’artista si è accinta a dipingere un ciclo di opere che ne racchiudesse, anche in senso ironico, l’importanza per lei, vissuta a scavalco delle due terre atesine.
Heimat, identità: parola poderosa, talvolta ambigua e altre volte sfuggente, che racchiude il termine Heim, che vuol dire “casa”, ed evoca quindi lo stretto legame tra l’individuo e il luogo, tra l’uomo e la casa/fuoco/focolare. Nella sua ricerca espressiva, Rosanna Cavallini ha attivato un dialogo profondo e originale con il concetto di Heimat, scardinandone la retorica più rigida attraverso una sottile e raffinata ironia. Le sue opere si configurano come una galleria di ritratti interamente declinata al femminile, dove la pittura figurativa diventa lo strumento d’elezione per esplorare l’identità e la memoria collettiva. Sceglie deliberatamente di isolare i suoi soggetti da qualsiasi sfondo o contesto spaziale definito: questa sottrazione geometrica e ambientale priva le figure di coordinate geografiche immediate, proiettandole in una dimensione atemporale, quasi sospesa tra il mito, la fiaba e il ricordo.
La tradizione non viene semplicemente celebrata, ma reinterpretata. Elementi fortemente radicati nel folklore locale – come i sontuosi scialli ricamati, i cappelli dalle ampie falde o il richiamo a creature fantastiche e inquietanti della ritualità alpina, come l’Egetmann di Termeno – convivono con dettagli spiazzanti ed enigmatici. I colori utilizzati sono caldi, vivi e intrisi di una profonda quotidianità; eppure, pur rimanendo fedeli a una texture materica e accessibile, riescono a caricarsi di una luce intima che riscalda le fisionomie e i panneggi. Attraverso questo accostamento tra l’accuratezza del dettaglio figurativo e l’astrazione del vuoto che lo circonda, l’artista trasforma il concetto di Heimat in un territorio poetico, intimo e mobile, dove il costume tipico smette di essere una rigida armatura del passato per diventare un abito di pura immaginazione.
Rosanna Cavallini è nata a Riva del Garda. Frequenta l’Istituto Statale d’Arte di Trento e il Magistero Artistico di Venezia dove si diploma nel 1963. Si stabilisce a Bolzano dove partecipa alla vivacità culturale dell’ambiente sudtirolese. Dopo alcune esperienze lavorative come grafica presso case editrici a Milano perfeziona il disegno e la tecnica calcografica in numerosi viaggi studio in Austria e Germania. Artista, scrittrice di numerosi saggi inerenti aspetti antropologici ed etnologici della donna (editi da Athesia), appassionata di arte popolare, dal 1991 collabora con diverse realtà museali. Ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero.