Quando Borgo perse “il suo più illustre e benemerito cittadino”: il 19 agosto 1954 moriva Degasperi

“Non per sciocca adulazione postuma, ma con tutta verità si può affermare che Alcide Degasperi è stato il servo buono e fedele di Dio e del prossimo, della Chiesa e della Patria, e quindi degno del premio promesso ai giusti, e la sua vita può essere additata e proposta, specialmente ai giovani, come bandiera e modello per far loro comprendere la grandezza e bellezza, la forza e la fecondità inesauribile del pensiero cristiano”, scriveva Vita Trentina nel numero del 26 agosto. Pochi giorni prima, il 19, era morto l’ex presidente del Consiglio Alcide Degasperi.

Non appena si sparse la voce della morte di Degasperi, cominciarono le visite. “C’è stata gente che ha passato la notte in auto, nel bosco vicino… persone arrivate a notte fatta… e così hanno atteso in macchina che si facesse luce, mentre nella camera ardente vegliavano i familiari e alcune alte personalità, tra le quali Saragat, Vanoni e Pella”, si legge su Vita Trentina.

A Borgo venne indetto il lutto cittadino, e sugli edifici era affisso un manifesto che recitava così: “Cittadini! Il cuore generoso dell’on. Alcide Degasperi ha cessato di battere! Borgo ha perduto il suo più illustre e benemerito cittadino. L’Italia e il mondo piangono la morte del grande statista. La grave sciagura addolora particolarmente il popolo di Borgo, che rivolge all’Estinto il suo devoto commosso raccoglimento, ricordando con orgoglio e con riconoscenza l’uomo politico che aveva scelto la nostra borgata come patria elettiva e che l’amava d’un affetto profondo”.

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