“L’area del Monte Bondone fa parte da decenni dell’areale dell’orso bruno in Trentino ed è un territorio particolarmente vocato alla presenza della specie. La stessa Provincia Autonoma di Trento, già molti anni fa, indicava il gruppo Bondone-Stivo tra le principali aree interessate dalla presenza dell’orso nel Trentino occidentale. Parlare oggi degli avvistamenti sul Bondone come se ci trovassimo davanti a un fenomeno inusuale rischia quindi di fornire ai cittadini e ai turisti una rappresentazione distorta della realtà”. A dirlo sono le associazioni Io non ho paura del lupo aps e Wwf del Trentino Alto Adige/Suditirol.
“Gli avvistamenti delle ultime settimane meritano certamente attenzione e una gestione corretta – sottolineano le due associazioni -, soprattutto laddove gli animali possano essere attratti da fonti alimentari di origine antropica. È quindi corretto intervenire sulla gestione dei rifiuti e dei cassonetti, come sta facendo, seppur tardivamente, il Comune di Trento, ma gestione e prevenzione sono una cosa, l’emergenza è un’altra”.
“Ad oggi – aggiungono Wwf e Io non ho paura del lupo – le informazioni pubbliche disponibili non descrivono sul Bondone episodi di particolare rilievo, se non alcuni avvistamenti di orsi, come avviene del resto ogni anno. Molti degli animali sono stati osservati a grande distanza: per tale ragione non è neppure chiaro se i diversi avvistamenti riguardino lo stesso esemplare. Non comprendiamo quindi su quali elementi concreti possa basarsi la richiesta di alcuni operatori turistici di arrivare agli abbattimenti semplicemente perché alcuni orsi vengono osservati in un territorio nel quale la loro presenza è del tutto naturale, come peraltro lo sarebbe nel resto del Trentino”.