Il 1° settembre il personale della sanità trentina scende in piazza con tutte le sigle sindacali: Anaao Assomed, Cimo Fesmed, Uil Fp, Fp Cgil, Cisl Fp, Nursing Up e Fenalt. “Da mesi – scrive la Fenalt in una nota – i continui tilt informatici rallentano i percorsi di cura, aggravano il carico di lavoro degli operatori e mettono in difficoltà gli utenti. Non è un episodio isolato: i blocchi ripetuti del sistema Sio nei Pronto Soccorso di tutta la provincia si trascinano ormai da mesi, con ricadute dirette su tempi di attesa e sicurezza delle cure, mentre Cup, prelievi, radiologia e centro oncologico continuano a subire rallentamenti che raccontano la fragilità di un’infrastruttura digitale mai davvero messa in sicurezza”.
Ieri, 27 agosto, riferisce la Fenalt, si è verificato un nuovo blocco informatico, “l’ennesima conferma che il problema è strutturale e non più rinviabile. Tutta la sanità trentina ne subisce le ricadute, dai reparti alle famiglie che ogni giorno si affidano al servizio pubblico. A tutto questo si aggiunge un problema che non può più essere derubricato a fatto di cronaca: le aggressioni al personale sanitario sono in aumento, e l’Azienda non ha ancora dato risposte strutturali. Servono protocolli di prevenzione reali, presidi di sicurezza adeguati e un sostegno concreto a chi le subisce, non solo dichiarazioni di solidarietà dopo ogni episodio”.
Secondo i sindacati, i disservizi sarebbero solo la punta dell’iceberg. “Dietro c’è l’assenza di una regia politica chiara su Asuit: non si capisce a quale mandato politico risponda l’Azienda, e la Provincia interviene quasi sempre dopo che le polemiche sono già esplose. C’è una carenza cronica di organico che nessun piano assunzionale ha ancora affrontato in modo credibile. Ci sono contratti firmati che restano più teorici che reali, e un age management che in un comparto dove l’età media cresce ogni anno semplicemente non esiste”, conclude Fenalt.