Oltre 300 persone, in rappresentanza di 28 Sezioni CAI-SAT provenienti da tutta Italia, con circa 30 joëlette, hanno fatto tappa a Polsa di Brentonico domenica 13 settembre in occasione del 6° Raduno nazionale delle joëlette “A Ruota Libera”, organizzato dalla SAT – Società degli Alpinisti Tridentini, attraverso la Commissione Montagna per Tutti.
Il Raduno dedicato all’escursionismo adattato è arrivato per la prima volta in Trentino, dopo l’edizione dello scorso anno sul Monte Terminillo, nel Lazio con la sua lunga fila di carrozzine fuoristrada a ruota unica, che permettono alle persone con mobilità ridotta di percorrere sentieri altrimenti difficilmente accessibili. Per condurle servono almeno due accompagnatori, preparazione e coordinamento. Fondamentale, quindi, il ruolo dei volontari che, lavorando insieme, rendono possibile l’escursione.
Ad accogliere i partecipanti c’erano il presidente della SAT Cristian Ferrari, gli organizzatori del Raduno Ivo Tamburini e Claudio Colpo e il presidente della Commissione SAT Montagna per Tutti Sandro Carpineta. Presenti anche Anna Maria Fabbris, in rappresentanza del CAI; il presidente del Parco Naturale Locale del Monte Baldo e assessore all’Ambiente del Comune di Brentonico Alessio Bertolli; il presidente della Cooperazione Trentina e di SAIT Coop Renato Dalpalù, oltre ai rappresentanti delle istituzioni, delle realtà partner e delle Sezioni coinvolte nell’organizzazione.
Dopo i saluti istituzionali è partita l’escursione lungo un percorso ad anello di 7,5 chilometri e 290 metri di dislivello, adatto alla percorrenza con le joëlette e, nello stesso tempo, pensato per far conoscere il territorio dell’Altopiano di Brentonico. L’itinerario ha attraversato luoghi segnati dalla storia della Grande Guerra, con ampie vedute sulla Valle dell’Adige.
«Ospitare questo Raduno nazionale significa portare in Trentino esperienze, competenze e persone che, in tutta Italia, lavorano per rendere la montagna concretamente accessibile – ha sottolineato il presidente della SAT Cristian Ferrari –. L’inclusione non si realizza soltanto attraverso gli strumenti o scegliendo un percorso adatto. Nasce dalla disponibilità delle persone, dalla preparazione degli accompagnatori e dalla capacità di costruire una comunità che permetta a ciascuno di partecipare. Questa giornata racconta una montagna che si vive insieme e nella quale nessuno viene lasciato indietro».
Un impegno che nella SAT ha radici ormai consolidate. Nel 2007 Ivo Tamburini, insieme ad altri volontari, ha fondato all’interno della Sezione SAT di Arco il gruppo “Oltre le Vette”, impegnato nell’accompagnamento in montagna di persone con disabilità motorie o difficoltà di movimento. Un’esperienza cresciuta negli anni e confluita nel più ampio progetto Montagna per Tutti. «Quando abbiamo iniziato, quasi vent’anni fa, eravamo un piccolo gruppo di persone unite dal desiderio di permettere anche a chi aveva difficoltà motorie di vivere la montagna – ha ricordato Ivo Tamburini –. Da allora sono cambiate le attrezzature, sono aumentate le attività e si è allargata la rete, ma il principio è rimasto lo stesso: non portiamo semplicemente qualcuno in montagna, facciamo montagna insieme. Il Raduno è nato proprio dalla volontà di incontrarsi e permettere a ragazzi e persone con disabilità diverse di condividere la stessa esperienza. Oggi ci sono persone con difficoltà motorie, ipovedenti e persone con altre disabilità: diversità che stanno insieme. Vedere a Polsa gruppi arrivati da tutta Italia racconta quanta strada sia stata fatta e quanto sia importante continuare a incontrarsi, confrontarsi e condividere esperienze».
Ed è proprio il confronto tra esperienze diverse uno degli obiettivi di “A Ruota Libera”. Il Raduno ha riunito numerose Sezioni del Club alpino italiano impegnate nell’escursionismo adattato e nell’accompagnamento solidale, permettendo ai gruppi di mettere in comune quanto maturato nei diversi territori e di confrontarsi su modalità di accompagnamento, competenze e buone pratiche. Un confronto che riguarda anche il lavoro degli accompagnatori e dei volontari, indispensabile per rendere possibile la frequentazione dei sentieri con le joëlette: preparazione, conoscenza del percorso e coordinamento del gruppo sono parte integrante di ogni uscita. Anna Maria Fabbris, in rappresentanza del CAI, ha evidenziato: «Essere qui significa dare concretezza a una parola come inclusione. La presenza di 28 Sezioni CAI, provenienti da tutta Italia, compresa la Sicilia, dimostra quanto questo impegno sia ormai diffuso sul territorio nazionale. Lo vediamo nel lavoro dei volontari e degli accompagnatori, nelle persone che mettono a disposizione tempo, competenze ed energie per permettere anche a chi ha una disabilità di vivere la montagna. Un ambiente che non è facile e che non deve essere stravolto: l’obiettivo è trovare il modo per renderlo accessibile, mantenendo il rispetto per la montagna e per il modo in cui la si frequenta».
Accanto alla partecipazione nazionale, il Raduno ha potuto contare sul coinvolgimento e sulla collaborazione delle realtà del territorio che lo ha ospitato. «Il Parco Naturale Locale del Monte Baldo crede con convinzione nell’iniziativa “A Ruota Libera”, che porta sul nostro territorio un messaggio importante di inclusione e partecipazione – ha affermato il presidente del Parco e assessore all’Ambiente del Comune di Brentonico Alessio Bertolli –. La montagna è un patrimonio di tutti e dobbiamo impegnarci affinché possa essere vissuta e condivisa senza barriere. Il Raduno nazionale delle joëlette rappresenta concretamente questo valore, unendo natura, solidarietà e collaborazione. Siamo felici di accogliere sull’Altopiano di Brentonico e nel Parco questa manifestazione e di contribuire, insieme alla SAT e a tutti i volontari, a costruire una montagna sempre più accessibile e inclusiva».