Karol Tabarelli de Fatis è un appassionato di serpenti e lavora al MUSE proprio con gli animali che sono la sua passione. Negli anni ha avuto modo di impararne le caratteristiche e i comportamenti corretti da adottare in loro presenza.
Karol, con che cosa ha a che fare il suo lavoro?
Io studio gli organismi viventi. Vedi come sono vestito? Di verde. Ricorda la natura.
Quindi è un naturalista?
Sì, però è molto generale. Io sono un insegnate, ma dovete capire voi di che materia.
Studia gli animali? È uno zoologo?
Esatto, studio gli animali, ma gli animali sono tanti. A scienze avete fatto le classi animali? Se c’è una grande scatola con dentro tutti gli animali del mondo, la apriamo e dentro ci sono tante scatole. Apriamo quelle degli animali vertebrati, che hanno lo scheletro, e dentro ci sono tantissime scatoline più piccole, come quella dei vertebrati, che stanno nell’acqua. Lì ci sono anche gli animali che studio io.
Quindi i pesci? Ma anche i rettili e gli anfibi…
Bravissimi. Ogni zoologo che studia gli animali di una scatola e di non un’altra ha un nome specifico. Chi studia i pesci si chiama ittiologo. Ma io non sono un ittiologo.
Quindi lei studia i rettili o gli anfibi? E come si chiamano?
Per comodità le altre due classi, i rettili e gli anfibi, sono studiati dalla stessa persona. Io sono un erpetologo.
Che tipi di animali studia?
La salamandra, la rana e il rospo, che sono anfibi, ovvero animali legati all’acqua che però vivono anche sulla terra, perché respirano e hanno bisogno dell’aria.
Ma come si distinguono gli anfibi?
Hanno la pelle nuda, non hanno le squame, non hanno le piume o il pelo, vivono nell’acqua e sono un po’ mollicci.
Invece quali sono i rettili?
Sono animali squamati, alcuni che strisciano, alcuni che hanno anche le zampe. Sono per esempio i serpenti, le lucertole, i coccodrilli…
Quindi studia anche i coccodrilli?
In realtà no. I coccodrilli sono dei rettili, è vero, ma io studio quello che si può trovare da noi.
Studia la fauna trentina?
Esatto. Anche perché è più facile: per studiare i coccodrilli dovrei andare dove vivono loro e sarebbe molto distante. Invece studio le specie che si trovano in montagna o nei laghi delle nostre zone.
Ma cosa succede se una vipera ti morde?
Le ghiandole che abbiamo noi in bocca sono quelle della saliva. Invece le vipere hanno delle ghiandole particolari, che producono del veleno, utile per cacciare, difendersi e digerire la preda.
Ma è letale il veleno di vipera?
Può esserlo, ma di solito non lo è. Le vipere sono serpenti piccoli, e la ghiandola del veleno è ancora più piccola. Il loro veleno è poco, e non è letale. I serpenti nostrani sono molto piccoli e scappano dall’uomo. Quindi non serve uccidere le vipere, basta non disturbarle. Anche se si viene morsi, solo se si è allergici c’è il rischio di morire.
Quali sono i serpenti più velenosi?
È difficile classificare qual è il serpente più velenoso. Come si fa? Quello che uccide più persone all’anno? Magari c’è un serpente molto velenoso che però è solitario, quindi non uccide mai nessuno. C’è un modo di classificarli in base a quanti topolini muoiono con il suo veleno, ma questo significa solo che hanno veleni più complessi.
Per esempio?
I crotali, o serpenti a sonagli, hanno veleni citotossici, che si chiamano così perché rompono le cellule. Se vi mordono la mano quella si scioglie, come se fosse nell’acido.
Lei è mai stato morso?
Sì, è stato un Boa constrictor. Un mio amico lo allevava e me lo ha fatto vedere. Allora l’ho preso in mano e lui mi ha morso.
E lei cos’ha fatto?
Io e il mio amico abbiamo riempito una bacinella d’acqua e appena il serpente non è più riuscito a respirare ha mollato la presa e noi lo abbiamo preso e rimesso nella sua teca.

Cosa bisogna fare se si viene morsi?
Il comportamento giusto è chiamare subito l’ospedale, mandare la propria posizione e poi rimanere fermi ad aspettare. Muoversi aiuta il veleno ad andare in circolo e si può anche svenire. Inoltre, in alcuni punti delle montagne non c’è campo e se vi chiamano e non prende il telefono non sanno più come trovarvi.
Cosa sono i rospodotti?
Gli anfibi hanno bisogno dell’acqua quando depongono le loro uova, altrimenti si seccano tutte. Rane e rospi passano l’inverno nascosti nel bosco. In primavera devono deporre le uova e vanno al lago. Ma spesso devono attraversare le strade e rischiano di essere investiti dalle macchine. Per aiutarli sono stati costruiti i rospodotti: piccoli condotti creati sotto le strade. Ma comunque il contributo più rilevante lo danno i volontari. Di notte, soprattutto quando piove, vanno a prendere i rospi sulle strade, li raccolgono nei secchielli e li portano al lago.
Cosa mangiano i serpenti?
I serpenti da noi mangiano soprattutto topi, alcuni più grandi in primavera si arrampicano sugli alberi e mangiano i pulcini appena nati. Le bisce d’acqua mangiano i pesciolini o altri animaletti che stanno in acqua come rane, tritoni, larve.
Qual è stata la sua scoperta più grande?
Un giorno un giardiniere di Arco ha mandato una foto al Muse, dove lavoro. “Ho trovato una vipera, non so di che tipo sia. Cosa devo farne?”. L’aveva messa in un secchio. Appena l’ho vista ho capito che non era una vipera, era una Coronella girondica, una specie di cui non si avevano foto da decenni e si pensava fosse scomparsa. Gli ho detto di tenerla lì ma l’aveva già liberata.
Allora cos’ha fatto?
Con altri operatori siamo andati nello stesso posto, sapendo che da abitudine questo tipo di serpente usciva di notte e ne abbiamo trovate altre, un’intera famiglia. Quella è stata una bella scoperta.
Ha mai dato il nome a una specie che ha scoperto?
Purtroppo no. Però il nome è composto da due parti, in latino. Il primo nome dipende dal genere cui appartiene l’animale. Quindi un animale simile al cane come primo nome avrà Canis. Uno studioso di chiocciole ha trovato nella serra del Muse una chiocciola che non era mai stata scoperta prima. Le piante tropicali che abbiamo arrivano da diverse parti del mondo e probabilmente era rimasta attaccata al terriccio. Quello studioso, per esempio, poteva chiamarla Museiensis in onore del museo.
Qual è il suo animale preferito?
A me piacciono molto i serpenti. Perché mi piace prenderli in mano. In realtà non si dovrebbe, ma con le dovute accortezze si può farlo. E poi mi piacciono gli orsi.
Ma gli orsi sono pericolosi, non le fanno paura?
Gli orsi sono degli animali selvatici e si comportano come degli animali selvatici. È vero che possono essere pericolosi, ma una macchina può esserlo di più. Tante persone muoiono in incidenti tutti i giorni, eppure tutti continuiamo a usare la macchina. E ci sono anche animali che uccidono molte più persone, ad esempio i cani. Però le persone hanno più paura degli orsi. È irrazionale come ogni paura, e per accorgersi bisogna fermarsi a riflettere un po’.
Intervista a cura della classe 4A della scuola primaria “Crispi”