Preferisce definirsi una “presenza amica” per tutti, atleti, tecnici e dirigenti, più che un "coach dell'anima”, una presenza “non invasiva”, ma discreta e riservata, don Mario Lusek, cappellano sportivo della squadra olimpica italiana a Rio.
Alla 31ª Olimpiade faranno il loro debutto il rugby a 7 e il golf, che torna a far parte del programma olimpico dopo oltre un secolo.
L'analisi di dom Paloschi, presidente del Consiglio indigenista missionario della Cnbb (Conferenza episcopale brasiliana).
Le prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro saranno un'importante occasione “per rafforzare i principi etici dello sport che al giorno d'oggi è troppo spesso associato a un aspetto economico, all'eccessiva competitività e alla violenza”. Lo ha ricordato l'arcivescovo Ivan Jurkovict.
Il saluto del Presidente della Repubblica, Mattarellla: “E' un messaggio di universalità quello che viene dalle Olimpiadi”.
La campagna contro la tratta e lo sfruttamento sessuale durante le Olimpiadi di Rio "Gioca a favore della vita", promossa dalla rete brasiliana delle religiose "Um Grito pela Vida", è "un gesto profetico della vita consacrata” perché non si limita alla denuncia delle conseguenze della tratta, ma ne indica le cause.
I luoghi dove saranno in gara i cinque atleti trentini a Rio.
Ai Giochi olimpici in Brasile spicca per la prima volta la partecipazione di dieci atleti nati in Africa e in Medio Oriente, ma poi fuggiti all’estero. Sotto la bandiera a cinque cerchi, gareggeranno in diverse discipline tra atletica, arti marziali e nuoto: è il “Refugee Olympic Team”.
Sono 308 (164 uomini e 144 donne, la più numerosa rappresentanza femminile di sempre sia a livello assoluto che in percentuale) gli atleti italiani che, dal 5 al 21 agosto prossimi, parteciperanno in Brasile, a Rio de Janeiro, ai Giochi della XXXI Olimpiade. Tra di loro, anche cinque trentini.
Su Rio de Janeiro, le sue splendide spiagge e le enormi strutture che possono contenere centinaia di migliaia di spettatori a breve si accenderanno i riflettori. Non è la prima volta negli ultimi anni. Coppa del mondo di calcio, Giornata mondiale della gioventù... Ora è iniziato il conto alla rovescia per le Olimpiadi 2016.
Sono già trascorsi sei mesi dal vertice sul clima di Parigi (COP21). Ho la netta impressione che, dopo il vertice di Parigi, la società civile italiana sia rimasta silenziosa “aspettando Godot…”. Ho la stessa impressione della chiesa italiana, dove ben poco sembra muoversi in questo campo, nonostante la sferzata data da Papa Francesco con la sua enciclica Laudato Si’.