Quando gli Alleati colpirono Trento il 2 settembre 1943

Dopo il bombardamento degli Alleati che colpì Trento il 2 settembre 1943, l’arcivescovo Carlo De Ferrari lanciò un appello dalle colonne del settimanale diocesano Vita Trentina. “Raccomando ai singoli diocesani di fare e dare tutti qualche cosa”, scriveva De Ferrari. “Trento, che ha allargato con tanto slancio le braccia agli sfollati di fuori, non farà mai abbastanza per i suoi concittadini. E sarà proprio questa carità fraternamente offerta che insieme alle intensificate preghiere ‘Parce, Domine’ affretterà alla diletta Patria, come non mai duramente provata, l’ora della Risurrezione”.

Le vie colpite dal bombardamento furono via della Prepositura, via San Giovanni, via Canestrini, via Tommaso Gar, via Pozzo, via Bondone. Furono toccate dai bombardamenti anche le piazze Santa Maria Maggiore e Leonardo da Vinci, i Corsi Regina Margherita, Buonarroti e degli Alpini e parte di via Roma e di via Torre Vanga. Il sabato successivo ai bombardamenti, nella cappella ossario del cimitero di Trento venne celebrata una Messa di suffragio per tutte le vittime del bombardamento. “Le vittime fin ad ora accertate – scriveva il settimanale diocesano nel numero di giovedì 9 settembre 1943 – sono 142. I feriti sono oltre 150. Grazie all’instancabile opera di soccorso alcune persone, fra le quali anche dei bambini, sono state liberate dalle macerie ancora vive”.

Per fornire aiuto agli sfollati venne costituito un Comitato per l’Assistenza ai sinistrati, presieduto dall’ingegner Giandomenico Larcher.

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